Condono fiscale, 8 strade per sanare: dalle multe ai redditi non dichiarati
di M. Mobili e G. Parente
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Otto strade per chiudere i conti. Il decreto varato nella serata di lunedì 15 ottobre dal Governo prevede una pace fiscale a tutto tondo (qui il comunicato del Consiglio dei ministri) . Si va dalla possibilità di sanare i redditi non dichiarati degli ultimi anni e non ancora accertati dal Fisco.
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Si passa poi alle contestazioni della Guardia di Finanza e dell’agenzia delle Entrate (i cosiddetti processi verbali di constatazione o pvc) e subito agli avvisi di accertamento. Per arrivare poi alle cartelle (con rottamazione-ter, stralcio micro-ruoli fino a mille euro, definizione agevolata tributi doganali, dazi e Iva all’importazione) e alle liti fiscali già in corso. A queste sette “sorelle” se ne aggiunge un’altra settoriale: la sanatoria sull’imposta di consumo per le sigarette elettroniche.
La dichiarazione integrativa
L’accordo nella maggioranza ha portato alla dichiarazione integrativa anche se con una serie di paletti. In primo luogo, non si potrà dichiarare più di un terzo dell'imponibile rispetto all'anno precedente entro un tetto massimo di 100mila euro all'anno per gli ultimi periodi d'imposta fino a quello dichiarato entro il 31 ottobre 2017. Inoltre, non si potrà aderire se la dichiarazione è stata completamente omessa. Agli importi fatti emergere si applicherà un'imposta unica (una flat tax) del 20 per cento. La finestra per aderire sarà concentrata tra aprile e maggio 2019. A fronte di questo, però, sarà previsto un inasprimento a regime sul fronte delle sanzioni amministrative: un quinto in più per la dichiarazione infedele.
