Cuneo fiscale, Giorgetti apre. Confindustria, Cisl e Uil dicono sì alla proposta di taglio
Convergenza a Trento tra Confindustria, Cisl e Uil sulla proposta per garantire la tenuta d’acquisto delle retribuzioni, compromessa dalla ripresa dell’inflazione
di Giorgio Pogliotti
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I punti chiave
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Un robusto intervento di taglio del cuneo fiscale per dare slancio ai salari compressi dalla ripresa dell’inflazione, senza impattare sul costo del lavoro delle imprese. Assegnare alle parti sociali la regolamentazione dello smart working per cucirlo su misura sulle specificità di azienda e settore. Estendere la contrattazione di secondo livello azzerando le tasse sui premi di produttività, attualmente assoggettati alla cedolare secca del 10%. Insieme alle cautele sull’introduzione del salario minimo legale, su cui restano posizioni articolate tra le parti sociali.
Dal Festival dell’economia di Trento sono emerse alcune convergenze sulla linea di politica economica delineata dal ministro dello Sviluppo economico. Intervenuto durante la terza giornata del Festival di Trento, venerdì 3 giugno, Giancarlo Giorgetti ha proposto di tagliare il cuneo fiscale per rilanciare il potere d’acquisto.
Il giorno dopo il vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe, ha partecipato con i leader della Cisl e della Uil, rispettivamente Luigi Sbarra e Pierapaolo Bombardieri, ad una tavola rotonda sui cambiamenti del mercato del lavoro, nonostante restino ancora divergenze su diversi temi. Iniziamo dalle ricette su come tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni, con Cisl e Uil che premono anzitutto sul rinnovo del contratti nazionali.
Tutti e tre - Confindustria, Cisl e Uil - hanno rivendicato il ruolo attivo delle parti sociali nel regolare con la contrattazione il ricorso allo smart working, come poi riconosciuto dalle linee guida concordate insieme al ministro del lavoro, Andrea Orlando, a inizio dicembre nel privato e successivamente con il ministro della Pa, Renato Brunetta nel pubblico. Una regolazione avvenuta anche a livello aziendale, hanno ribadito tutti e tre, per «adattare meglio il lavoro agile alle caratteristiche dell’impresa».
Cisl e Uil: rinnovo dei contratti e meno tasse sul lavoro
«Bisogna rinnovare i contratti scaduti nel privato come nel pubblico - ha detto Sbarra-, penso alla scuola, alla sanità, agli enti locali, alla ricerca e università. Al governo chiediamo di ridurre il peso della tassazione dei redditi da lavoro e da pensione, azzerando le tasse ai premi di risultato e agli accordi sul welfare aziendale. Per sostenere la ripartenza dei consumi, proponiamo anche di ridurre l’Iva sui beni alimentari di prima necessità, come la pasta, il pane e il atte, e accelerare gli investimenti del Pnrr. E’ la crescita che ci salva».



