Confindustria Energia: servono 182 miliardi di investimenti al 2030 per una transizione sicura e sostenibile
L’analisi dell’associazione guidata da Giuseppe Ricci presentato oggi nel corso di un convegno con aziende e operatori del settore
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
- Lo studio di Confindustria Energia
- Ricci: infrastrutture energetiche cruciali per la transizione
- Gli investimenti necessari per una svolta sostenibile
- Il criterio della neutralità tecnologica
- Potì: molte diverse leve complementari per l’Italia
- I progetti individuati nello studio
- Il ruolo indispensabile del gas
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Accelerare sullo sviluppo di investimenti in infrastrutture energetiche e nel rispetto dei tempi previsti, puntando, in Italia e in Europa, su un modello di sostenibilità integrata nelle sue dimensioni ambientale, economica e sociale, con uno sguardo lungo al Mediterraneo. E, per agganciare concretamente la svolta green, serve un forte impulso agli investimenti: 182 miliardi di euro da qui al 2030, che si traducono in un valore aggiunto totale di 320 miliardi di euro, in 380 mila unità di lavoro annue e in una riduzione di emissioni pari a 127 milioni di tonnellate di CO2 all’anno nel 2030.
Lo studio di Confindustria Energia
Sono i numeri dello Studio “Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile”, sviluppato da Confindustria Energia con la partecipazione delle sue associazioni, H2IT e di Snam e Terna e con il supporto analitico di PwC Strategy &, che è stato presentato oggi, martedì 17 gennaio a Roma alla presenza del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Ricci: infrastrutture energetiche cruciali per la transizione
«Evoluzione delle infrastrutture energetiche (fondamentali nella transizione), da un lato, e sostenibilità economica e sociale (ovvero mantenimento dell'occupazione e della competitività delle aziende) dall'altro, sono due facce della stessa medaglia», ha spiegato il presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Ricci, per poi sottolineare che «solo costruendo una traiettoria di decarbonizzazione che ricerchi per ogni ambito e settore la massima efficacia ed efficienza gestendo attentamente la transizione e che non lasci indietro nessuno, stimolando la ricerca e lo sviluppo e valorizzando tutte le tecnologie disponibili e il loro reale potenziale, sarà possibile traguardare tutti gli ambiziosi obiettivi del Fit for 55 e RepowerEu al 2030 e del Net Zero Carbon al 2050».
Gli investimenti necessari per una svolta sostenibile
Lo scenario “sostenibilità integrata” elaborato da Confindustria Energia, per le scelte strategiche che il Paese dovrà compiere in questo settore, coglie al meglio le potenzialità del settore energetico nazionale e valuta, come detto, in 182 miliardi di euro gli investimenti previsti nel periodo 2022-2030, che si traducono in un valore aggiunto totale di 320 miliardi di euro, nell'impiego di 380 mila Ula (unità di lavoro annue) e in una riduzione di emissioni pari a -127 Mton CO2/anno nel 2030.
Il criterio della neutralità tecnologica
«Un piano integrato di investimenti - ha aggiunto il Presidente Ricci - che presenta benefici sul sistema Paese in termini di crescita economica, di ricadute ambientali e occupazionali con investimenti valutati secondo criteri di neutralità tecnologica, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, di sicurezza energetica e di sostenibilità sociale, attraverso infrastrutture energetiche flessibili e resilienti. È la proposta di Confindustria Energia in vista dell'elaborazione del nuovo Pniec e dell'adeguamento del Pnrr al RepowerEu»


