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Contrada, perché la sentenza è un monito e una beffa

di Giovanni Negri

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Ancora la vicenda Contrada. Ancora il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. In attesa di leggere le motivazioni, la decisione della Cassazione con la quale è stata disposta la revoca della condanna a 10 anni all’ex numero due del Sisde Bruno Contrada suona come un monito e una beffa. Un monito perché evidentemente la Cassazione ha ritenuto che il nostro sistema giudiziario abbia sbagliato scegliendo di confermare la condanna a Contrada anche in presenza di una pronuncia, di due anni fa, della Corte europea dei diritti dell’uomo, che metteva nero su bianco come a Contrada, all’epoca dei fatti, non poteva essere contestato un reato mai inserito in alcuna disposizione di legge, ma piuttosto di progressiva costruzione giurisprudenziale. Ignorata la Corte dei diritti dell’uomo, adesso l’intervento della Cassazione suona anche come una beffa perché Contrada la condanna ha finito di scontarla e, semmai potrà venirgli utile, oltre che sul piano dei principi, per aspetti collaterali come il diritto alla pensione o al voto.

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