La parola al gestore: Raiffeisen Capital Management.

«Conviene puntare su titoli che uniscono performance e dividendi»

«Le società che hanno queste caratteristiche sono AbbiVie, Bnp Paribas e UnitedHealth»

Josef Wolfesberger

3' min read

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Nel breve periodo è previsto un rallentamento ordinato dell’economia e poiché l’inflazione non è più motivo di preoccupazione, le banche centrali potranno allentare le politiche monetarie, sostenere l’economia reale, favorendo così una decelerazione controllata invece di una grave recessione economica e contribuendo a mantenere la stabilità e a promuovere una crescita sostenibile. È questo lo scenario delineato da Josef Wolfesberger, gestore di Raiffeisen Capital Management.

Tra tensioni geopolitiche ed elevate valutazioni azionarie, come vi state preparando a eventuali correzioni di mercato?

Adottiamo un approccio fondamentale e anticiclico che ci consente di reagire con flessibilità alle mutevoli condizioni di mercato. In presenza di valutazioni più elevate, riduciamo il rischio e aumentiamo la liquidità. Ad esempio, in seguito alla forte performance del mercato, abbiamo ridotto la nostra esposizione azionaria dal 35% circa del 2023 a poco meno del 25% di oggi. Se dovessero verificarsi correzioni di mercato significative, aumenteremo significativamente la nostra esposizione al rischio per sfruttare le opportunità.

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IL TITOLO IN BORSA

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Con l’attuale calo dei tassi, come valutate il potenziale di guadagno delle obbligazioni a più lungo termine? Prevedete ulteriori aggiustamenti del rischio di duration?

Applichiamo l’approccio fondamentale anche per la valutazione del rischio di tasso, concentrandoci sul potenziale produttivo e sui trend inflazionistici a lungo termine. Durante i periodi di tassi bassi, abbiamo mantenuto una duration inferiore ai due anni, poiché le obbligazioni erano costose. In seguito, abbiamo esteso la duration a oltre 5 anni, dato il prezzo interessante del rischio di tasso d’interesse, per poi ridurla leggermente – più di recente – con il calo dei rendimenti. Vediamo tuttavia ancora del potenziale in termini di diversificazione.

In quali categorie obbligazionarie (corporate, mercati emergenti, governativi) vedete opportunità interessanti?

Esaminando i costi di default a lungo termine delle obbligazioni High Yield, riteniamo che le valutazioni siano diventate nettamente più care, il che giustifica un posizionamento prudente. Lo stesso vale per altre asset class obbligazionarie, come il credito investment-grade e le obbligazioni dei mercati emergenti. Nel caso dei titoli di Stato, apprezziamo le proprietà di diversificazione in un portafoglio multi-asset, soprattutto alla luce del ritorno a rendimenti più chiaramente positivi.

I COMPARABLES

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La parte azionaria del vostro portafoglio è incentrata su titoli ad alto dividendo. Come riuscite a bilanciare il rischio di valutazioni elevate con l’obiettivo di garantire rendimenti costanti agli investitori?

Per la componente azionaria del portafoglio, ci concentriamo su titoli ad alto dividendo per offrire rendimenti costanti ai nostri clienti. Con la crescita dei prezzi azionari e i rendimenti da dividendo intorno al 3,4%, gestiamo il rischio derivante dalle valutazioni alte, mantenendo un approccio d’investimento disciplinato e anticiclico. Ciò include un’analisi fondamentale approfondita, la diversificazione tra settori e aree geografiche e una gestione attiva del portafoglio, adeguando le esposizioni alle condizioni di mercato. Recentemente, ad esempio, abbiamo ridotto l’esposizione azionaria, ma siamo pronti ad aumentarla in caso di correzioni. In questo modo, puntiamo bilanciare dividendi interessanti e la mitigazione dei rischi legati alle valutazioni elevate, rimanendo sufficientemente flessibili per sfruttare le opportunità di mercato.

Come integrate i criteri Esg nella strategia, soprattutto nell’ambiente più volatile dei mercati emergenti?

Valutando ogni asset class in base alle sue specificità. Nei mercati emergenti, ci concentriamo sui Paesi che hanno firmato l’Accordo di Parigi sul clima ed escludiamo quelli ritenuti non liberi, valuntando anche l’intensità delle loro emissioni di gas serra. Questo approccio ci consente di creare un paniere di Paesi che valutiamo più positivamente dal punto di vista Esg e ai quali assegniamo un peso maggiore in portafoglio.

IL CONFRONTO

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Come preparate ad affrontare i prossimi mesi, con uno scenario di mercato che combina ottimismo e rischi latenti?

Nella gestione del nostro portafoglio income, non ci concentriamo sulle fluttuazioni di breve termine, ma basiamo le nostre scelte sulle valutazioni fondamentali. Definiamo dei range di prezzo equi per i vari asset e, in base alla deviazione dei prezzi effettivi da questi valori, modifichiamo il peso delle nostre posizioni, aumentandole quando riteniamo che i prezzi siano sottovalutati o riducendole quando li riteniamo sopravvalutati. Questo approccio garantisce che le nostre decisioni siano basate su una solida analisi piuttosto che su speculazioni di mercato.

Titoli che reputa particolarmente interessanti?

Oggi in portafoglio abbiamo società come Bnp Paribas, AbbVie e UnitedHealth. Dal punto di vista dei dividendi, sono titoli interessanti grazie ai loro solidi rendimenti da dividendo e alla forte performance finanziaria, che sono in linea con il nostro obiettivo di garantire rendimenti costanti ai nostri investitori. Inoltre, non ci concentriamo esclusivamente su titoli ad alto dividendo; investiamo anche in società che presentano una forte crescita dei dividendi o che sono in grado di incrementare il capitale.

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