Convivere con il lupo: ristori e prevenzione sono le armi in campo
Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta stanziano risorse e creano bandi
per risarcire gli allevatori dai danni subiti e sostenere gli investimenti privati
di Carlo Andrea Finotto
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Se vedete un lupo che si avvicina, allora è utile agitare le braccia e parlare a voce alta. Invece, se è lontano è meglio rimanere in silenzio e non disturbarlo né seguirlo. In sintesi, sono le istruzioni contenute nell’opuscolo realizzato dalla Provincia di Novara e rivolto ai cittadini dopo numerosi avvistamenti del predatore nelle zone collinari e nel parco del Ticino. Incontrare un lupo, infatti, non è più solo una prerogativa di Cappuccetto Rosso: gli animali sono numerosi in tutta l’area del Nordovest; dall’Appennino ligure alle montagne del Cuneese, fino alla Valle d’Aosta e all’Ossola, ai confini con la Svizzera. Si parla di 68 branchi e diverse coppie: la stima è di alcune centinaia di esemplari.
Il lupo è un grande carnivoro e a farne le spese – a volte le aggressioni sono portate da cani randagi o ibridi – sono ovini, caprini, bovini. E gli allevatori protestano, si lamentano, chiedono misure e interventi. Che negli anni le Regioni hanno messo in campo con iniziative e finanziamenti che vanno dalla prevenzione – recinzioni, diffusione di cani da guardia addestrati a fronteggiare il lupo – ai ristori per i danni subiti.
In Piemonte, ad esempio, c’è tempo fino al 15 dicembre per partecipare al bando della Regione per i risarcimenti. Lo stanziamento è di 270mila euro. Fino alla scadenza, gli allevatori di ovini, caprini, bovini, equini o altre specie di interesse zootecnico possono presentare domanda di contributo per l’indennizzo, sia per gli animali uccisi sia per gli animali feriti e dispersi, nel periodo dall’1 gennaio al 30 settembre. «Nei prossimi mesi aprirà un secondo bando a copertura dei risarcimenti per la perdita dei capi al pascolo a fine stagione», dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa. Per gli allevatori, inoltre, ad aprile è stato aperto il bando regionale dello sviluppo rurale 2023-2027 con 1,35 milioni di euro per le misure di difesa del bestiame al pascolo per evitare gli attacchi da fauna selvatica e migliorare la reciproca convivenza.
Misure analoghe con contributi per la prevenzione – recinzioni mobili, semipermanenti o fisse, cani da guardiania, dissuasori faunistici – e ristori per i danni comunque subiti dagli allevatori sono stati previsti anche in Valle d’Aosta e in Liguria.
In generale, il lupo è divisivo: cresce il numero di chi chiede abbattimenti selettivi e si moltiplicano le amministrazioni che si dichiarano “Comune libero dai lupi” un po’ come i comuni denuclearizzati degli anni ’80. La convivenza con gli animali selvatici non è semplice e, del resto, non è facile neppure conoscere con certezza l’entità delle presenze. Secondo la relazione “Il lupo in regione Piemonte 2020/2021” pubblicata nel 2022 nell’ambito del progetto Life WolfAlps Eu (con la partecipazione di Regione, Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime, Centro grandi carnivori, Università di Torino, DBios) il numero di unità riproduttive di lupo in Piemonte è stimato in 81 unità, di cui 68 branchi e 13 coppie; di questi, 10 branchi sono di tipo transregionale con territorio parzialmente anche in Liguria (9 branchi) e in Valle d’Aosta (uno). «Il branco transregionale in condivisione con la Valle d’Aosta a nord del Piemonte, frequenta prevalentemente la Val di Gressoney – si legge nella relazione – e solo sporadicamente l’alta valle Cervo (Biella)». Nel dettaglio, prosegue la relazione «le unità riproduttive documentate nella sola area Alpi del Piemonte sono 60, di cui 51 branchi e 9 coppie, in aumento rispetto a quanto stimato nell’ultimo campionamento del 2017/2018. Nel resto del Piemonte, in particolare tra zona appenninica e pianura, sono stati documentati 21 unità riproduttive di cui 17 branchi e 4 coppie. La più alta densità di branchi in Piemonte si registra nelle province di Cuneo (35 unità riproduttive documentate, di cui 33 branchi e 2 coppie), Torino (18 unità riproduttive, di cui 15 branchi e 3 coppie), Alessandria (14 branchi). Esemplari sono segnalati nelle province di Asti, Biella, Vercelli e Verbano Cusio Ossola». Due anni fa, in Piemonte sono stati documentati i primi 2 casi di branchi riproduttivi con ibridazione tra lupo e cane.


