Austerity, la ricetta di Modi: basta comprare oro e voli all’estero
dal nostro corrispondente Marco Masciaga
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Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - La Corte costituzionale della Corea del Sud ha annullato l’impeachment del primo ministro Han Duck-soo, reintegrandolo come presidente ad interim, senza però pronunciarsi sul caso che vede protagonista il presidente attualmente sospeso Yoon Suk Yeol, protagonista lo scorso dicembre di un clamoroso quanto maldestro tentativo di auto-colpo di Stato che ha precipitato la quarta economia asiatica in una crisi istituzionale senza precedenti.
Siccome Han non ha giocato un ruolo centrale nell’imposizione della legge marziale, la gran parte degli osservatori è convinta che la decisione di lunedì mattina non autorizzi a fare previsioni sull’imminente verdetto riguardante Yoon. Detto questo, la sentenza - giunta dopo un voto a larga maggioranza, 7 contro 1 -potrebbe incoraggiare i sostenitori più fedeli di Yoon e intensificare la loro campagna contro l’opposizione.
Dopo il suo reintegro, Han ha ringraziato la Corte per quella che ha definito una decisione «saggia» e ha detto ai giornalisti che si concentrerà sulle «questioni più urgenti», tra cui le trasformazioni in corso nel commercio globale, dopo l’insediamento della seconda amministrazione Trump. Han ha inoltre invocato l’unità nazionale, affermando che «non esistono destra o sinistra — ciò che conta è il progresso della nostra nazione».
Un’opinione che stride - e non poco - con il clima politico di forte contrapposizione instauratosi nel Paese negli ultimi mesi.