Asia e Oceania

Corea del Sud, annullato l’impeachment del presidente ad interim

Non c’è ancora una data certa per la sentenza su Yoon Suk Yeol, il leader sotto processo per il fallito colpo di Stato di dicembre

di Marco Masciaga

Il presidente ad interim della Corea del Sud Han Duck-soo poco dopo essere stato scagionato dalla Corte costituzionale

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Dal nostro corrispondente

NEW DELHI - La Corte costituzionale della Corea del Sud ha annullato l’impeachment del primo ministro Han Duck-soo, reintegrandolo come presidente ad interim, senza però pronunciarsi sul caso che vede protagonista il presidente attualmente sospeso Yoon Suk Yeol, protagonista lo scorso dicembre di un clamoroso quanto maldestro tentativo di auto-colpo di Stato che ha precipitato la quarta economia asiatica in una crisi istituzionale senza precedenti.

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Il rischio di nuove tensioni

Siccome Han non ha giocato un ruolo centrale nell’imposizione della legge marziale, la gran parte degli osservatori è convinta che la decisione di lunedì mattina non autorizzi a fare previsioni sull’imminente verdetto riguardante Yoon. Detto questo, la sentenza - giunta dopo un voto a larga maggioranza, 7 contro 1 -potrebbe incoraggiare i sostenitori più fedeli di Yoon e intensificare la loro campagna contro l’opposizione.

Dopo il suo reintegro, Han ha ringraziato la Corte per quella che ha definito una decisione «saggia» e ha detto ai giornalisti che si concentrerà sulle «questioni più urgenti», tra cui le trasformazioni in corso nel commercio globale, dopo l’insediamento della seconda amministrazione Trump. Han ha inoltre invocato l’unità nazionale, affermando che «non esistono destra o sinistra — ciò che conta è il progresso della nostra nazione».

Un’opinione che stride - e non poco - con il clima politico di forte contrapposizione instauratosi nel Paese negli ultimi mesi.

La vicenda

Han è diventato presidente ad interim dopo che Yoon, un leader conservatore spregiudicato e complottista, è stato messo sotto accusa dall’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione liberale, per aver imposto la legge marziale nella notte tra il 3 e il 4 dicembre dello scorso anno. Il tentativo di auto colpo di Stato è fallito grazie alla prontezza dei parlamentari che hanno sfidato le forze di sicurezza per tenere una seduta straordinaria del Parlamento e annullare il provvedimento presidenziale. Rimosso Yoon, il potere è passato ad Han che è stato successivamente rimosso, ufficialmente per non aver impedito il tentativo colpo di Stato, ma in realtà perché perché si opponeva alla ratifica della nomina di alcuni giudici che avrebbero poi giudicato Yoon. Ancora oggi la Corte costituzionale ha solo 8 membri su 9.

Gli impeachment consecutivi e senza precedenti che hanno sospeso le due massime figure istituzionali del Paese hanno intensificato le divisioni interne e alimentato preoccupazioni sul futuro della Corea del Sud, sia dal punto di vista economico sia delle relazioni internazionali. Dopo l’impeachment di Han, il vice primo ministro e ministro delle Finanze, Choi Sang-mok, è andato a ricoprire anche il ruolo di presidente ad interim.

La debolezza delle accuse

I giudici della Corte costituzionale hanno stabilito che le accuse contro Han non costituivano un reato o non erano abbastanza gravi da giustificare la sua rimozione dall’incarico, oppure che la mozione di impeachment non aveva nemmeno raggiunto il quorum richiesto quando è stata approvata in Assemblea (c’erano diversità di vedute sul tipo di maggioranza necessaria, trattandosi di un premier che ricopriva temporaneamente il ruolo di presidente). Un solo giudice ha confermato l’impeachment di Han.

Come detto la Corte non si è ancora pronunciata sulla messa in stato d’accusa di Yoon. Se lo confermerà, la Corea del Sud dovrà tenere nuove elezioni presidenziali entro 60 giorni. Se invece lo annullerà, Yoon sarà reintegrato nella sua carica e riacquisterà i suoi poteri presidenziali.

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