Corea del Sud: arrestato Yoon, il presidente del fallito auto-golpe
Il leader politico andrà a processo per insurrezione. Si è arreso dopo che 3mila agenti di polizia avevano circondato la sua residenza ufficiale
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Dal nostro corrispondente
NEW DELHI - Dopo settimane di stallo, Yoon Suk Yeol, il presidente sudcoreano attualmente in stato d’accusa per il tentato auto-colpo di stato dello scorso dicembre, è stato arrestato con l’accusa di insurrezione. Il leader conservatore ha dichiarato di aver accettato di collaborare a quella che ha definito un’indagine illegale per evitare «spargimenti di sangue». Non era mai successo che in Corea del Sud un presidente non ancora tecnicamente decaduto venisse arrestato.
La resa
Yoon era asseragliato da settimane nella sua residenza ufficiale, dopo che - al secondo tentativo e sotto la pressione crescente dei manifestanti - lo scorso 14 dicembre il Parlamento aveva votato il suo impeachment. Il presidente in stato d’accusa era protetto da un piccolo esercito di guardie personali che avevano bloccato l’accesso alla residenza con blocchi stradali e filo spinato e avevano già impedito un precedente tentativo di arresto.
Yoon ha dichiarato di essersi consegnato per evitare violenze dopo che più di 3mila agenti di polizia hanno marciato verso la sua residenza per arrestarlo all’alba di mercoledì. «Ho deciso di rispondere all’indagine del Cio (Corruption Investigation Office for High-ranking Officials), nonostante si tratti di un’indagine illegale, per prevenire uno sgradevole spargimento di sangue», ha detto Yoon in un comunicato. Martedì era stata rimandata la prima udienza del suo processo di fronte alla Corte costituzionale perché Yoon era assente.
Le autorità ora hanno ora 48 ore per interrogarlo, dopodiché dovranno richiedere un mandato per trattenerlo fino a 20 giorni o rilasciarlo.

