Coronavirus, ristoranti, negozi, cinema e matrimoni: ecco i divieti in tutta Italia
Il decreto 8 marzo 2020 , oltre alle misure per la Lombardia e le 14 province della zona arancione, detta le regole per l’intero territorio nazionale
di Nicoletta Cottone
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Obiettivo: contrastare e contenere il diffondersi del coronavirus. Ecco, allora, che oltre alle regole specifiche per la Lombardia e le 14 province della zona arancione, il decreto dell’8 marzo 2020 detta le regole da applicare sull’intero territorio nazionale. Ecco quali sono in una serie di domande e risposte.
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GIUSTIZIA
Cosa succede per i nuovi ingressi in carcere?
Le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al ministero della Giustizia supporto per il contenimento della diffusione del coronavirus. Lo fa anche mediante adeguati presidi per garantire, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni.
Se ci sono casi positivi in carcere è previsto l’isolamento?
I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti. Il decreto racomanda di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare.
Come si svolgono i colloqui con i detenuti?
I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata prevista dalle attuali disposizioni. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri. Il decreto raccomanda di limitare i permessi e la libertà vigilata o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare.
