Cos’è Tether, la criptovaluta legata al dollaro che fa tremare il Bitcoin
di Pierangelo Soldavini
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Tra tutte le criptovalute esistenti - ormai sono più di 1.500 - ce n’è una che si distingue per il suo andamento. Se tutte le principali valute digitali proseguono all’insegna dell’altissima volatilità, Tether spicca per la sua quasi marmorea stabilità con un andamento che sembra un encefalogramma quasi del tutto piatto: negli ultimi dodici mesi ha avuto un minimo isolato di 0,92 dollari e un picco 1,06, rimanendo quasi stabilmente ancorato attorno alla soglia di un dollaro.
A differenza infatti di bitcoin e delle altre valute, Tether si distingue come “stablecoin”, come entità progettata specificamente per non fluttuare a livello di valore, agganciato alla parità uno-a-uno con il dollaro. Ma sotto questa stabilità si potrebbe nascondere una realtà oscura che fa tremare lo stesso Bitcoin, le cui quotazioni sarebbero state sostenute l’anno scorso da acquisti finanziati proprio da Tether.
Cos’è il Tether?
Il Tether è una criptovaluta che viene emessa solo se ogni singola unità è coperta da un dollaro nelle riserve della Tether Limited, società delle Isole Vergini britanniche, stando a quanto ricostruito dal New York Times. E il progetto è proprio che la stabilità garantita dal dollaro si possa coniugare alle potenzialità operativa delle criptovalute. Insomma un bitcoin che sia però stabile!
Nata nel 2015 come Realcoin, la valuta ha oggi una circolazione di oltre 2,2 miliardi di unità con una capitalizzazione pari a 2,5 miliardi di dollari. Infatti, tanto per non smentirsi, la quotazione è fissa al momento a 1,03 dollari.

