Cosa c’era scritto nel Ddl Zan contro l’omotransfobia affossato dal centrodestra
Una legge attesa da 24 anni, che consentirebbe anche l’apertura di “case rifugio” per le vittime di odio omofobo
di Nicoletta Cottone
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I punti chiave
- Era stato approvato alla Camera il 4 novembre 2020
- Casellati ha autorizzato il voto segreto
- Maggioranza spaccata
- Alla ribalta del grande pubblico grazie al monologo di Fedez
- Dieci articoli per estendere la legge Reale-Mancino
- Centri antidiscriminazione e una giornata contro l’omofobia
- Reclusione fino a un massimo di 4 anni
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Rimpalli, pressing, resistenze, maggioranza spaccata. Non ce l’ha fatta il ddl Zan a superare lo scoglio dell’aula del Senato. L’Aula del Senato ha approvato con 154 sì, 131 no e due astenuti la proposta avanzata da FdI e Lega di non passaggio all’esame degli articoli del Ddl Zan. il disegno di legge sul contrasto alla discriminazione o violenza per sesso, genere o disabilità. La votazione della cosiddetta ’tagliola’, che di fatto blocca l’iter del provvedimento, è avvenuta a scrutinio segreto; procedura ammessa dal presidente del Senato, Elisabetta Casellati. La seduta dell’Assemblea è stata poi sospesa ed è stata convocata la Conferenza dei capigruppo.
Era stato approvato alla Camera il 4 novembre 2020
Il testo era giunto al Senato il 5 novembre 2020 e subito assegnato alla commissione Giustizia di palazzo Madama, dopo il via libera della Camera dei deputati del 4 novembre 2020. E lì è rimasto in stallo per mesi. Poi al Senato il 28 aprile 2021, con 13 sì e 11 no, è stata decisa la calendarizzazione in commissione Giustizia dopo cinque mesi di discussioni, rinvii e frenate. Dopo lunghi tira e molla, battaglie di principio sui contenuti, il testo è arrivato direttamente in aula al Senato, poi stoppato dalla “tagliola” del doppio voto chiesto da Lega e Fdi. Tre gli articoli contestati su identità di genere, pluralismo delle idee e giornata contro l'omofobia da celebrare anche nelle scuole. Il ddl aveva preso il nome dal relatore alla Camera, il deputato dem Alessandro Zan.
Casellati ha autorizzato il voto segreto
«Sono arrivate due richieste di votazione a scrutinio segreto riferite alle proposte di Lega e FdI di non passaggio agli articoli. Il presidente ritiene ammissibili queste due richieste di votazione segreta in base al regolamento e in base ai precedenti», aveva detto la presidente del Senato Elisabetta Casellati.
Maggioranza spaccata
La maggioranza si era spaccata già in commissione, dove non era stato possibile trovare un accordo: da una parte Pd, M5s, Leu e dall’altra il centrodestra, che ha definito il ddl «non essenziale». Un disegno di legge che ha visto scendere in campo anche la Cei, perché un testo che «intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna».
Alla ribalta del grande pubblico grazie al monologo di Fedez
Il testo è stato alla ribalta di un pubblico più ampio dopo il discorso del 1° maggio del rapper Fedez, che ha criticato i leghisti, e in particolare il senatore Ostellari per le posizioni omofobe e l’ostruzionismo al disegno di legge, accusando Rai 3 di voler effettuare una censura preventiva sul suo discorso. Una legge attesa da 24 anni, che avrebbe consentito anche l’apertura di “case rifugio” per le vittime di odio omofobo. Le prime proposte di legge sono datate 1996, promosse da Nichi Vendola (Prc) e Antonio Soda (Pds), relatore il deputato cattolico del Ppi, Paolo Palma. Nelle ultime tre legislature il tentativo è fallito nonostante l’impegno di parlamentari espressione dell’associazionismo Lgbt, come Franco Grillini o Anna Paola Concia.

