Cosa succede se Bruxelles boccia la manovra italiana
di Beda Romano
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La crisi economica scoppiata nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers ha provocato una accelerazione dell'integrazione europea. Per evitare che in una unione monetaria di Stati sovrani vi potessero essere politiche economiche troppo divergenti, i paesi membri hanno deciso di coordinare le proprie scelte e affidare alla Commissione europea un ruolo di vigilanza dei bilanci nazionali. L'obiettivo dei paesi, contenuto nel Patto di Stabilità, è di azzerare il deficit e ridurre il debito.
L’aggiornamento del Documento di economia e finanza approvato dal governo italiano va invece in una direzione opposta, con un disavanzo previsto al 2,4% del Pil nel 2019. Come reagirà la Commissione europea? Ecco in sintesi le procedure previste dalle regole europee.
Quale è l'iter europeo della manovra Finanziaria?
È in questo contesto che va letto l'iter in cui verrà valutata la Finanziaria del governo Conte. L'esecutivo, come qualsiasi governo della zona euro, è chiamato a presentare a Bruxelles entro il 15 ottobre una bozza di bilancio per l'anno successivo (cosa che ha fatto). La Commissione europea ha tre possibilità. Accettare la proposta d'emblée; chiedere entro una settimana eventuali modifiche se ci fossero aspetti controversi, in altre parole una violazione delle regole; oppure contestare formalmente entro due settimane il testo chiedendone una nuova formulazione.
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È mai stata respinta dalla Commissione una manovra nazionale?
Quest'ultima opzione non è mai stata usata finora perché ritenuta una provocazione, un passo troppo lungo in una unione monetaria che rimane una confederazione piuttosto che una federazione. Finora la Commissione europea nel valutare i bilanci nazionali ha sempre preferito usare la mano leggera, trovando un compromesso con i governi in difficoltà. Spesso Bruxelles ha inviato richieste di correzione, agendo nei fatti sul processo di approvazione in Parlamento.
Sono previste sanzioni in caso di violazione delle regole di bilancio?
L'articolo 126 dei Trattati prevede che nel caso un governo non rispetti le raccomandazioni comunitarie e si trovi in una situazione di deficit eccessivo (ossia con un disavanzo sopra al 3% del PIL, non è attualmente il caso dell'Italia) si possa giungere a sanzioni. Il Consiglio può chiedere alla Banca europea per gli investimenti di interrompere i finanziamenti; imporre al paese di versare un deposito vincolante; addirittura comminare multe ai danni del governo riottoso. L'obiettivo ultimo è di evitare che una politica economica nazionale metta a rischio la stabilità dell'intera zona euro.
