Diario di bordo dell’economia

Così il calo demografico colpirà i piccoli comuni

Centro studi Istituto Tagliacarne

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La popolazione residente nel Nord Ovest diminuirà del 5,3% dal 2022 al 2042, secondo quanto emerge dalle ultime previsioni demografiche prodotte dall’Istat. Si tratta di una contrazione superiore alla media nazionale (-4,9%), che porterà ad un calo del numero di residenti pari a 314mila abitanti. Questo processo riguarderà in misura maggiore i comuni di piccole dimensioni, fino a 5.000 abitanti, dove la diminuzione della popolazione residente sarà pari all’8,1%. Tre le regioni presenti nella macro-ripartizione, la Liguria subirà il calo demografico meno significativo (-4,9% dei residenti), seguita subito dopo dal Piemonte (-5,5%) e dalla Valle D’Aosta (-6,4%). Ciò è parzialmente riflesso a livello provinciale, con Cuneo (-1%), Novara (-1,9%) e La Spezia (-2,3%) coinvolte in misura minoritaria dal processo di spopolamento, mentre la situazione risulta più critica per le province di Vercelli e Alessandria (entrambe -7,1%) e Biella (-10,6%). Grava su questo scenario già di per sé negativo, il processo di invecchiamento della popolazione che interesserà il Nord-Ovest. Infatti, le previsioni al 2042 stimano un calo della popolazione under 15 del -13,4% nella macro-ripartizione (a fronte del -17,8% a livello nazionale), ulteriormente acuito nei piccoli comuni (-15,3% nel Nord-Ovest, contro il -19,6% italiano). A ciò andrà ad aggiungersi l’aumento della popolazione over 65 (+21,9%) che, seppure inferiore alla media nazionale (+33,0%), risulta elevato e non mette in luce differenze significative tra comuni grandi e piccoli (+20% nei comuni piccoli). Rispetto alle altre macro-ripartizioni che compongono l’Italia, tuttavia, il processo di invecchiamento della popolazione, espresso tramite l’indice di vecchiaia (ossia il rapporto tra popolazione over 65 e under 15), risulta più contenuto e aumenterà solo del 40,8% (rispetto al 61,8% nazionale): la Liguria, in particolare, sarà la regione italiana dove tale indice salirà di meno (28%). Il calo demografico previsto per il Nord-Ovest, quindi, sarà il risultato del manifestarsi di più eventi tra loro interconnessi, tra cui l’invecchiamento progressivo della popolazione. Un processo apparentemente inarrestabile, nonostante il leggero aumento del tasso di natalità previsto per la macro-ripartizione. Infatti, le stime per il Nord Ovest prevedono una crescita del tasso di natalità per il periodo considerato (+0,9 punti percentuali), superiore rispetto alla media nazionale (+0,4 p.p.) e trainata dalla Liguria (+1,1 p.p.), al terzo posto in Italia per l’aumento del tasso di natalità. Tuttavia, tale crescita non riesce a compensare un tasso di mortalità più che doppio: se, infatti, il tasso di natalità previsto per il 2042 è del 6,9%, quello di mortalità è pari al 14,3% (superiore anche al valore nazionale, del 13,3%). In aggiunta, non è irrilevante il ruolo giocato dal saldo migratorio, che risulta in progressiva diminuzione (-41,3% rispetto al 2022) in tutte le regioni della macro-ripartizione, ed in particolar misura
in Liguria (-45,8%).

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