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Così gli scarti tessili si trasformano in design

Eleonora e Beatrice Casati hanno dato vita a una nuova impresa dedicata al riciclo e riutilizzo dei residui

di Davide Madeddu

Pulvera, azienda nata come spin-off di Casati Flock & Fibers. A fondarla sono state le due sorelle under 30, Eleonora e Beatrice Casati

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Dalla polvere degli scarti prodotti con le le produzioni tessili la bellezza: con quadri, elementi d’arredo e di design. Il tutto in un’ottica di economia circolare e sostenibile. A portare avanti questa iniziativa, che suona come una scommessa all’insegna dell’ambiente, è Pulvera, azienda nata lo scorso aprile a Renate, in provincia di Monza-Brianza, come spin-off di Casati Flock & Fibers. A fondarla, «Pulvera come “polvere” nel dialetto brianzolo, ma anche come pulv-era, “era della polvere”», sono le due sorelle under 30, Eleonora e Beatrice Casati.

L’idea che la nuova impresa porta avanti è semplice: prendere la tecnologia della polverizzazione con cui si produce il flock, la “polvere magica” ottenuta dal riutilizzo delle fibre tessili e dei loro avanzi, per realizzare materiali innovativi e soluzioni di design.

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Anche perché, sottolineano le fondatrici della nuova azienda, «oggi viene impiegata in una vasta gamma di settori che vanno dalla moda all’automotive, dal packaging di lusso alla cosmetica, fino al design industriale».

In questo percorso c’è la produzione che avviene in un contesto di economia circolare.

«Pulvera nasce per chiudere il cerchio - sottolineano le fondatrici- : e si pone al servizio della creatività e delle aziende che non sanno come impiegare i resti delle loro produzioni tessili, il cui smaltimento è un costo a loro carico. Grazie a Pulvera, dallo scarto nasce la bellezza».

La fondazione, lo scorso aprile a Renate, in provincia di Monza-Brianza, come spin-off di Casati Flock & Fibers, fra le aziende leader nel mondo della produzione di flock d’alta qualità. A fondarla sono state Eleonora e Beatrice Casati, due sorelle under 30 che, partendo dalle solide radici dell’azienda di famiglia, hanno dato vita a una nuova impresa dedicata al riciclo tessile, uno dei temi più caldi del momento.

«Tramite il know-how di Casati Flock & Fibers, Pulvera si propone ai brand che hanno bisogno di idee per riutilizzare i propri scarti tessili. E fornisce loro soluzioni all-in-one - racconta Eleonora Casati Ceo dell’azienda -. Non solo un’opportunità, questa, ma un’esigenza, giacché, come ribadito a più riprese dalla Commissione europea, l’Unione europea si prepara alla stretta finale per imporre alle aziende di moda di produrre vestiti in modo più sostenibile. La deadline è fissata al 2028, quando entreranno in vigore normative più restrittive e la cosiddetta responsabilità estesa del produttore, che imporrà ai produttori di pagare tariffe per finanziare i costi di raccolta e trattamento dei loro rifiuti tessili».

Un’esperienza che si muove lungo il solco tracciato negli anni quaranta quando Celso Casati, disegnatore alla Tessitura Perego di Renate, spinto dalla curiosità e dalla creatività portò a casa con sé alcuni scarti della cimatura del velluto della stessa fabbrica tessile. Applicò quella polvere ai paralumi che disegnava, per regalare loro una texture tridimensionale e un effetto più chic. La scoperta delle potenzialità del flock, il figlio Angelo avrebbe creato la ditta Casati nel 1952, oggi al centro della nuova sfida.

«All’azienda che ha scarti tessili noi offriamo sia la tecnologia Casati, che consente il processo produttivo a monte, sia quella Pulvera che abilita quello a valle, per generare un prodotto tailor-made e di alta qualità - aggiunge Eleonora Casati-. Pulvera non è solo un fornitore di servizi di riciclo, ma partner che affianca le aziende durante l’intero processo di recupero degli scarti tessili e consente loro di sviluppare prodotti su misura, ottimizzando l’efficienza produttiva e riducendo l’impatto ambientale». Da qui la costituzione di quello che viene definito un «un ecosistema virtuoso che mira a rivoluzionare il settore tessile» sotto l’egida Pulvera e Casati Flock & Fibers.

E il primo esempio è Cremino: «Un pouf di design nato delle cover tessili dei materassi, altrimenti destinate alla discarica». «Il prodotto, realizzato in collaborazione con la startup Re Mat - sottolineano in azienda -, è stato presentato all’ultima edizione di Ecomondo, fiera per la transizione ecologica e nuovi modelli di economia circolare».

L’obiettivo dei prossimi 18 mesi è quello di affermare la presenza nel mercato italiano per poi estendere il raggio d’azione in Europa. «Per questo motivo siamo al lavoro per intensificare le partnership commerciali con le più virtuose aziende italiane, consolidando al contempo una strategia di collaborazione con altre startup innovative europee per fornire soluzioni ogni giorno più efficaci alla clientela».

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