Il bilancio

Cresce del 10% il valore aggiunto dell’agricoltura lombarda

Il traino dal settore lattiero caseario. L’export ha toccato quota 8,1 miliardi

Dalla Lombardia, peraltro, ormai proviene il 47% di tutto il latte nazionale.

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Cresce il valore aggiunto dell’agricoltura lombarda. La Regione e Unioncamere Lombardia hanno appena reso note le elaborazioni relative all’andamento 2024: secondo le prime valutazioni, nonostante il calo dei raccolti penalizzati dalle condizioni meteorologiche avverse dell’anno scorso, in termini assoluti il contributo dell’agricoltura all’economia regionale rimane stabile. La discesa dei costi di produzione - rispetto per esempio ai picchi registrati nel primo anno di conflitto russo-ucraino - ha però fatto si che il valore aggiunto del comparto crescesse in maniera significativa, sfiorando il +10%.

Le stime di Regione e Unioncamere sono confermate dalle indicazioni delle imprese, che hanno segnalato un miglioramento degli affari nel corso del 2024 dopo una prima parte dell’anno più difficile. Nel quarto trimestre il 36% del campione intervistato ha giudicato positivamente l’andamento degli affari, a fronte di un 26% di valutazioni negative.

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L’agricoltura lombarda resta dunque un comparto solido. A differenza di quanto avviene per l’export complessivo, le sue esportazioni agroalimentari continuano a crescere, raggiungendo quota 8,1 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2024, segnando un aumento del +5,6%. Anche l’andamento dell’industria alimentare, con un aumento della produzione del 2,7%, si differenzia positivamente rispetto alla media meno performante della manifattura lombarda.

Stando ai dati, a trainare l’agricoltura lombarda è in particolare il comparto lattiero-caseario, grazie soprattutto all’andamento positivo delle quotazioni dei formaggi Dop e alla crescita della produzione, più rapida che nel resto d’Italia. Dalla Lombardia, peraltro, ormai proviene il 47% di tutto il latte nazionale.

La regina delle Dop lombarde, cioè il Grana Padano, nel 2024 ha aumentato la produzione del +3,3%, pari a quasi 179 mila forme in più su base annua. Complessivamente, le forme prodotte tra gennaio e dicembre sono state pari a 5,63 milioni. L’export di Grana Padano e Parmigiano Reggiano è destinato soprattutto alla Germania (11,2%), alla Francia (10,6%), agli Stati Uniti (10,1%) e al Regno Unito (8,0%). Quanto alla Dop Gorgonzola, nell’ultimo anno poco meno dei tre quinti delle vendite sui mercati internazionali si concentrano in soli quattro Paesi: Francia (28,0%), Lussemburgo (14,1%), Svizzera (9,5%) e Germania (6,8%).

Oltre al comparto dei formaggi, risulta positivo anche l’andamento del settore suinicolo, dove l’export è cresciuto, anche se non sono venute meno le preoccupazioni del comparto rispetto al calo dei consumi interni e all’epidemia di peste suina, che in Lombardia ha picchiato duro. In Lombardia, a gennaio 2025, risultavano presenti 24 focolai confermati. Nonostante l’attuale situazione sanitaria, a metà ottobre è stata però ripristinata la possibilità di esportare verso Stati Uniti e Canada i prosciutti e prodotti stagionati oltre sei mesi anche da stabilimenti di trasformazione localizzati in zone di restrizione Psa.

I prezzi dei suini, pur rimanendo su livelli elevati se confrontati con lo storico, sono diminuiti rispetto al 2023, sia per gli animali da macello che per i principali tagli di carne suina. Anche nel 2024 sono continuate a calare le macellazioni del circuito Dop, con una variazione simile a quanto visto anche nel 2023 (-5%).

Meno roseo è stato invece il 2024 del settore vitivinicolo lombardo, che ha sconta i risultati negativi del cambiamento climatico sull’ultima vendemmia. Anche l’export, al pari dell’andamento nazionale di tutto il settore, ha mostrato un calo. In rosso anche il bilancio produttivo dei cereali, che al calo delle produzioni per via delle condizioni meteorologiche avverse hanno visto aggiungersi un andamento debole delle quotazioni. Tutti i prezzi del comparto sono rimasti su livelli bassi, con la sola eccezione del riso che ha recuperato nella seconda metà dell’anno.

Nonostante la crescita delle quotazioni resta invece in difficoltà il comparto delle carni bovine, legate da un lato alle tensioni sui costi di approvvigionamento, e dall’altro al cambiamento in corso delle abitudini alimentari dei consumatori, che ne diminuiscono sempre più l’acquisto per la crescente percezione negativa, in termini di sostenibilità, del settore.

«I dati – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi - confermano che l’export è la grande forza trainante dell’agricoltura lombarda, in particolare grazie all’eccellenza dei nostri formaggi Dop e dei prodotti della zootecnia». Anche le aspettative degli agricoltori lombardi per il 2025 sono ottimiste, nonostante le preoccupazioni legate alla reperibilità della forza lavoro, agli effetti del cambiamento climatico e alle tensioni geopolitiche internazionali.

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