Cresce del 10% il valore aggiunto dell’agricoltura lombarda
Il traino dal settore lattiero caseario. L’export ha toccato quota 8,1 miliardi
3' min read
3' min read
Cresce il valore aggiunto dell’agricoltura lombarda. La Regione e Unioncamere Lombardia hanno appena reso note le elaborazioni relative all’andamento 2024: secondo le prime valutazioni, nonostante il calo dei raccolti penalizzati dalle condizioni meteorologiche avverse dell’anno scorso, in termini assoluti il contributo dell’agricoltura all’economia regionale rimane stabile. La discesa dei costi di produzione - rispetto per esempio ai picchi registrati nel primo anno di conflitto russo-ucraino - ha però fatto si che il valore aggiunto del comparto crescesse in maniera significativa, sfiorando il +10%.
Le stime di Regione e Unioncamere sono confermate dalle indicazioni delle imprese, che hanno segnalato un miglioramento degli affari nel corso del 2024 dopo una prima parte dell’anno più difficile. Nel quarto trimestre il 36% del campione intervistato ha giudicato positivamente l’andamento degli affari, a fronte di un 26% di valutazioni negative.
L’agricoltura lombarda resta dunque un comparto solido. A differenza di quanto avviene per l’export complessivo, le sue esportazioni agroalimentari continuano a crescere, raggiungendo quota 8,1 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2024, segnando un aumento del +5,6%. Anche l’andamento dell’industria alimentare, con un aumento della produzione del 2,7%, si differenzia positivamente rispetto alla media meno performante della manifattura lombarda.
Stando ai dati, a trainare l’agricoltura lombarda è in particolare il comparto lattiero-caseario, grazie soprattutto all’andamento positivo delle quotazioni dei formaggi Dop e alla crescita della produzione, più rapida che nel resto d’Italia. Dalla Lombardia, peraltro, ormai proviene il 47% di tutto il latte nazionale.
La regina delle Dop lombarde, cioè il Grana Padano, nel 2024 ha aumentato la produzione del +3,3%, pari a quasi 179 mila forme in più su base annua. Complessivamente, le forme prodotte tra gennaio e dicembre sono state pari a 5,63 milioni. L’export di Grana Padano e Parmigiano Reggiano è destinato soprattutto alla Germania (11,2%), alla Francia (10,6%), agli Stati Uniti (10,1%) e al Regno Unito (8,0%). Quanto alla Dop Gorgonzola, nell’ultimo anno poco meno dei tre quinti delle vendite sui mercati internazionali si concentrano in soli quattro Paesi: Francia (28,0%), Lussemburgo (14,1%), Svizzera (9,5%) e Germania (6,8%).


