Cresce la vendita a domicilio, l’alimentare traina la ripresa
di Valeria Zanetti
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Settore anticiclico, il direct selling nei periodi di crisi incrementa il numero dei venditori e di conseguenza i fatturati.
È successo anche nel 2020 e nei primi mesi di quest’anno, a causa della pandemia. Gli addetti di settori obbligati al fermo come il turismo, lo spettacolo, l’industria del divertimento; giovani, che hanno perso stage o speranza di trovare impiego, insieme a tante donne, si sono avvicinati ad una professione che per alcuni è diventata opportunità di costruire una vera carriera; ad altri ha consentito almeno di arrotondare.
Anche a Nord Est la vendita a domicilio è cresciuta. Canale di specializzazione di diverse aziende locali, continua a svolgere un importante servizio: quello portare fin dentro casa dei clienti, anche i più anziani o residenti in località isolate, generi alimentari, integratori, prodotti per il benessere e la cosmesi, oltre ai cosiddetti durevoli, come ad esempio, sistemi per il sonno, purificatori d’aria, lavatrici ed asciugatrici.
Sono nove le imprese con sede in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, che aderiscono a Univendita e Avedisco, le principali associazioni di imprese della vendita diretta in Italia.
Tra queste, i due colossi nel segmento surgelati di qualità con clientela in tutto il Paese: Bofrost Italia di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, fiore all’occhiello di Univendita, e Eismann Italia, con sede a Sona, nel Veronese, associata ad Avedisco.


