Analisi Enea

Crescono i consumi di energia, nel 2024 si amplia lo spread dei prezzi con l’Europa

A descrivere questo scenario l’analisi Enea del sistema energetico italiano. I trasporti trascinano con un +3%

di Davide Madeddu

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I consumi di energia crescono e, davanti a un andamento altalenante delle emissioni, in Italia, si registra un aumento dello spread dei prezzi con l’Europa. A descrivere questo scenario, in cui comunque si registra una riduzione delle fonti fossili, è l’analisi Enea del sistema energetico italiano.

I trasporti trascinano la crescita dei consumi di energia

A trascinare l’aumento complessivo dei consumi del +1%, sono i trasporti che registrano un +3%, seguiti dal settore civile con un +2,5%. Le emissioni sono invece diminuite del 3% su base annua, ma sono risalite dell’1,5% nell’ultimo semestre con un +3,5% nei settori trasporti e civile, dopo due anni di valori in calo.

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Consumi di carbone dimezzati

Nel 2024 si sono dimezzati i consumi di carbone, «ridotti ormai a un ruolo marginale nella termoelettrica con una quota dell’1%, mentre sono aumentati i consumi di tutte le altre fonti». Si tratta del petrolio con un +1,2%, del gas cresciuto di un +0,8%. A crescere in maniera significativa sono le rinnovabili con un +12%, «spinte soprattutto dalla ripresa dell’idroelettrico». Infine, le importazioni nette di elettricità sono rimaste pressoché invariate.

Dall’Analisi emerge anche un peggioramento dell’indice Enea Ispred (Indice Sicurezza-PREzzi-Decarbonizzazione che misura l’andamento della transizione energetica) che registra un -25%, «con valori al minimo storico», a causa della frenata nel calo delle emissioni e dell’insufficiente crescita delle fonti rinnovabili: «Nonostante il forte aumento delle istallazioni di impianti fotovoltaici (+6,8 GW), infatti, la quota delle rinnovabili sui consumi finali (20%) resta 2,5 punti sotto l’obiettivo PNIEC al 2024».

Fase di estrema difficoltà nella transizione

Un quadro tutt’altro che confortante quello che emerge dalle parole di Francesco Gracceva, curatore dell’aggiornamento trimestrale. «La nostra analisi ha rilevato una fase di estrema difficoltà nella transizione energetica nazionale, con un’Italia lontana dagli obiettivi di energia e clima al 2030- aggiunge -.I pezzi di elettricità e gas sono entrambi diminuiti del 15% nel 2024, tuttavia nella seconda parte dell’anno hanno avuto un trend di crescita e restano ancora molto al di sopra della media del decennio 2010-2020 (+60% il gas e più che raddoppiato il prezzo dell’elettricità)».

Per l’energia prezzo altalenante

A leggere i dati, nel 2024, emerge il prezzo altalenante dell’energia sui mercati all’ingrosso, con una differenza che cresce rispetto al resto d’Europa, sia per quanto riguarda i costi dell’elettricità (108 €/MWh la media annuale alla Borsa italiana, rispetto a 78 in Germania, 63 in Spagna, 58 in Francia), sia per quanto riguarda il il gas (3 €/MWh il differenziale tra il mercato italiano Psv e quello di riferimento europeo Ttf).

Non mancano i segnali positivi

Segnali positivi arrivano invece sul fronte delle tecnologie per la decarbonizzazione. Infatti, dopo 5 anni si ferma l’aumento del deficit commerciale italiano per l’importazione di tecnologie low-carbon, sceso da 6,4 a circa 5,5 miliardi di euro. Tutto merito, a sentire i ricercatori dell’Enea, del continuo progresso tecnologico e l’eccesso di offerta sul mercato globale che hanno fatto crollare il costo dei pannelli fotovoltaici importati (-37%), «favorendo il dimezzamento del deficit nel settore, ora pari a poco più di 1 miliardo di euro, mentre il deficit commerciale per le auto a basse emissioni cresce da circa 1,3 a poco meno di 2,5 miliardi di euro».

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