Crif, nel 2022 la domanda di credito al consumo è cresciuta del 19% di
Richieste di finanziamenti in ripresa dopo la frenata dovuta alla pandemia. Ma per il 2023 le attese sono di un rallentamento
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Difficile fare previsioni per l’anno in corso, sul fronte dei consumi e dunque della domanda di credito al consumo da parte degli italiani. L’ultimo barometro di Crif mette però un punto fermo sull’anno appena concluso, che ha visto una ripresa a doppia cifra del credito al consumo, con un incremento complessivo delle richieste del +18,9% rispetto al 2021, recuperando così il clima di fiducia dopo lo shock pandemico degli ultimi due anni (dati Eurisc, il Sistema di informazioni creditizie gestito da Crif).
Nel dettaglio, si è registrata una crescita del 22,9% per le richieste di finanziamento personali e del +16,7% per i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi.
Previsioni di rallentamento nel 2023
«Lo scenario continua a essere dominato dalle tensioni geopolitiche, dall’aumento dei tassi d’interesse e dalla prospettiva di un rallentamento della crescita economica, le cui ricadute peseranno sulle condizioni finanziarie delle famiglie – commenta Simone Capecchi, executive director di Crif –. Rispetto al primo semestre del 2022, le prospettive sull’economia e il mercato del credito appaiono in affanno a causa degli effetti delle tensioni generate dal conflitto in Ucraina e dall’inflazione. Alla luce di tale contesto, nei prossimi mesi la domanda di prestiti potrà subire una flessione a causa del rallentamento dei consumi, in particolare su quelli durevoli».
Per il terzo anno consecutivo, spiega l’indagine del Crif, l’importo medio dei finanziamenti richiesti segna una flessione del 3,9% e un valore di 8.106 euro (contro gli 8.434 euro del 2021 e i 8.895 euro del 2020).
La riduzione dell’importo richiesto coinvolge sia i prestiti personali, con un valore pari a 12.223 euro (-1,4% rispetto al 2021), sia i prestiti finalizzati, che si fermano a 5.717 euro (-8,5% vs 2021).

