La strategia

Criptovalute, Goldman Sachs fiuta l’occasione dopo il terremoto Ftx

La banca d’affari americana ha acceso i radar sul settore. «Opportunità interessanti». Già in corso alcuni approfondimenti su prede potenziali

di Biagio Simonetta

2' min read

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Trasformare un disastro in un’opportunità. Succede spesso, nel mondo del business. E quello che sta cercando di fare adesso Goldman Sachs va in questa direzione. La banca d’affari americana, infatti, sta sondando con grande attenzione il mondo delle criptovalute, alla ricerca dell’occasione giusta. Il momento, del resto, sembra strategico: il terremoto di FTX ha lasciato molte macerie nel crypto-mondo. Ed è da queste macerie, oggi a prezzi di saldo, che Goldman Sachs vuole pescare.

La conferma è arrivata da Mathew McDermott, responsabile di Goldman per gli asset digitali, all’agenzia Reuters. Per McDermott «l’implosione di FTX ha accentuato la necessità di operatori di criptovalute più affidabili e regolamentati, e le grandi banche vedono l’opportunità di fare affari». Così la banca newyorkese sta effettuando «una due diligence su diverse società di criptovalute» perché vede «alcune opportunità davvero interessanti, con prezzi molto più ragionevoli».

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Una presa di posizione che di fatto inietta fiducia nel settore delle criptovalute. Anche perché, nonostante l’importo che Goldman sarebbe pronta a investire potrebbe non essere così elevato, la decisione di puntare sul settore in un momento così difficile, dimostra come la banca percepisca potenziali opportunità a lungo termine. Ed è lo stesso McDermott a confermarlo, dicendo che la storia di FTX «ha sicuramente fatto arretrare il mercato in termini di sentiment, non c’è alcun dubbio su questo», ma «la tecnologia sottostante continua a funzionare».

Posizione confermata in un’intervista alla CNBC di qualche giorno fa anche dal Ceo di Goldman, David Solomon, che pur considerando le criptovalute come «altamente speculative», ha parlato di «grande potenziale nella tecnologia» che manda avanti il settore.

Va ricordato come Goldman Sachs già in passato abbia investito in 11 società di asset digitali che forniscono servizi come la compliance, i dati sulle criptovalute e la gestione della blockchain. E il team dedicato agli stessi asset sia cresciuto vistosamente negli ultimi anni. Investimenti e azioni che denotano una certa vicinanza al settore. E che dunque danno un senso anche alla volontà, in un periodo così difficile per il mondo delle crypto, di trovare nuove opportunità.

Il mercato globale delle criptovalute sta attraversando un anno orribile. Dopo il picco di 2,9 trilioni di dollari raggiunto alla fine del 2021 (dati di CoinMarketCap), la tempesta sui mercati, la stretta delle banche centrali e il crollo di FTX hanno spalancato le porte a perdite ingenti. Così il mercato ha perso circa 2 trilioni, con l’ultimo numero disponibile che indica un valore pari a 865 miliardi. Per fare un esempio: un anno fa, un Bitcoin veniva scambiato a circa 45mila dollari. Oggi il valore è di poco superiore ai 16mila, per un crollo del 63%. Un crollo che secondo un recente post pubblicato sul sito ufficiale della Bce sancisce la fine della criptovaluta regina, «destinata all’irrilevanza» nel giro di poco tempo. Una previsione quella della Banca centrale europea che, evidentemente, non trova sponda in Goldman Sachs, dove la fiducia nelle criptovalute è ancora viva.

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