«Crisi durissima, ora reti di imprese e piattaforme di servizi»
Preoccupa la chiusura prolungata
di Andrea Marini
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«le aziende romane non sono né ottimiste né pessimiste, sono realiste. Sono consapevoli della situazione difficilissima e sanno che dovranno cambiare. Certo, sono preoccupate per la durata della chiusura delle loro attività». A parlare è Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma.
Quali sono le aziende che più rischiano di venire schiacciate da questa crisi?
In base alle nostre indagini c’è un 10% di imprese pessimiste, che temono da questa crisi il colpo di grazia. Sono aziende piccole e dei settori tradizionali, che rischiano di perdere per sempre i clienti che ora si stanno indirizzando verso chi è in grado di garantire loro vendite online.
Quali sono i punti di debolezza del tessuto produttivo romano?
Ci sono aziende troppo piccole.
Cosa si può fare per risolvere questo problema?
Bisogna creare delle reti tra le aziende, nel piccolo commercio. Creare piattaforme di servizi.
Roma resta pur sempre la capitale. Quali sono i punti di forza su cui contare per la ripresa?
La spesa pubblica è una grande risorsa. Roma, come tutte le capitali, è in grado di attrarre gli investimenti pubblici.
