Crisi in Medio Oriente, ecco il piano di sicurezza del Viminale: è allerta su lupi solitari e infiltrati
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi per analizzare le possibili minacce, ha disposto «l’innalzamento del livello di attenzione verso ogni possibile obiettivo e un rafforzamento delle misure di prevenzione sul territorio»
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I punti chiave
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L’attacco ad Israele da parte di Hamas ridà vigore alla minaccia jihadista e l’Italia si blinda. La premier Giorgia Meloni ha messo in guardia dal «rischio di emulazione degli atti criminali che potrebbe arrivare anche da noi», ma nella riunione che si è svolta al Viminale martedì 10 ottobre sono stati passati in rassegna tutti i possibili pericoli: dall’azione di un “lupo solitario” alla riattivazione di cellule islamiste sul territorio nazionale, dalle infiltrazioni di elementi pericolosi attraverso i flussi migratori alla propaganda per fare proseliti sul web e nelle carceri fino ai gruppi pro-Hamas. Non ci sono, dunque, soltanto i target israeliani da tutelare (sinagoghe, ambasciate, interessi commerciali).
La riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica
Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi per analizzare le possibili minacce, ha infatti disposto «l’innalzamento del livello di attenzione verso ogni possibile obiettivo e un rafforzamento delle misure di prevenzione sul territorio». Alla riunione erano presenti i vertici delle forze di polizia e quelli delle agenzie di intelligence. È operativo anche il Comitato di analisi strategica antiterrorismo.
Al momento nessun allarme
Pianificazioni ostili verso l’Italia non sono segnalate al momento, ma sul tavolo del Viminale sono stati messi tutti i potenziali elementi di rischio da seguire con attenzione nei prossimi mesi che si annunciano complicati e carichi di tensione per gli apparati di sicurezza. L’atto di guerra senza precedenti di Hamas ha infatti ridato forza alla galassia islamista che - almeno sul continente europeo - sembrava in fase recessiva dopo gli attentati degli anni scorsi. E in primavera ci sono le elezioni del Parlamento Ue, appuntamento che attrae chi ha interesse a destabilizzare.
Vigilanza da rafforzare a 360 gradi
Non è un caso che la riunione si sia conclusa con l’invito a rafforzare la vigilanza a 360 gradi «verso ogni possibile obiettivo». Su quelli israeliani fin da sabato in tutta Italia i Comitati provinciali per la sicurezza hanno potenziato i presidi su indicazione del capo della Polizia, Vittorio Pisani; a Roma, in primis, dove lunedì prossimo, 16 ottobre, ci sarà la cerimonia per l’80/o anniversario del rastrellamento delle Ss nel Ghetto.
Monitoraggio sugli ambienti islamici più radicali
Ma si guarda più in generale a tutti gli eventi che richiamano folle, a stazioni ed aeroporti, a luoghi simbolo delle città. Un forte impulso è stato dato alla raccolta di informazioni per cogliere sul nascere eventuali progetti terroristici. Monitorati gli ambienti islamici più radicali, le carceri ed anche la rete dove le immagini delle uccisioni efferate di civili israeliani stanno avendo molte condivisioni e vengono utilizzate per invitare alla jihad.


