Csm e separazione delle funzioni, le due mine sulla strada della riforma
Italia Viva vota sugli emendamenti alla riforma del Csm in Commissione Giustizia in difformità dal parere del governo e dei relatori di maggioranza
di Nicola Barone
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I punti chiave
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Raggiunta un’intesa “tecnica” di massima grazie al lavoro paziente di mediazione della ministra Marta Cartabia, sulla riforma della giustizia si è aperto lo scontro più strettamente politico. Sono i meccanismi di elezione del Csm e la revisione dei passaggi all’interno dell’ordinamento giudiziario a turbare la navigazione tranquilla della maggioranza ora anche il segretario del Pd mette in guardia dai pericoli che comporta il continuo rialzo dell’asticella da parte di «forze politiche che annusano le elezioni con troppo anticipo».
Csm: Iv vota in difformità da indicazioni governo
La Lega ha ritirato parte degli emendamenti non concordati con il governo, mentre Italia Viva ha confermato l’intenzione di mantenere gli emendamenti presentati. Il partito di Matteo Renzi in commissione Giustizia alla Camera dove è ripartito l’esame della riforma dell’ordinamento giudiziario e del Csm sta votando sugli emendamenti alla riforma del Csm in difformità dal parere del governo e dei relatori di maggioranza.
Approvato un emendamento che delega il governo al «riordino della disciplina del collocamento in posizione di fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili». La modifica è frutto di un subemendamento dei relatori che di fatto ricalca la riformulazione del governo. Bocciato, invece, l’emendamento che introduceva nella delega «l’eliminazione del cumulo di compensi e allo svolgimento in simultanea delle funzioni». La proposta era stata presentata da Giusi Bartolozzi (Misto) e sostenuta da Iv, Fdi e Alternativa. Il governo ha dato parere negativo.
Domani seduta notturna
La fiducia posta dal governo sul decreto Bollette ha bloccato fino a domani sera i lavori della Commissione. Il regolamento di Montecitorio blocca tutte le sedute anche delle commissioni per 24 ore. Sia i relatori, Eugenio Saitta e Walter Verini, che altri membri della Commissione della maggioranza hanno detto che si va verso una seduta notturna fiume. Mancano infatti da votare ancora circa 140 emendamenti, di cui 40 del governo e i restanti delle opposizioni e di Iv che non ha ritirato le proprie proposte di modifica.
Da M5S e Pd pressing per chiudere
Se verranno rispettati i patti la commissione riuscirebbe a concludere il lavoro in tempo per portare il testo in aula il 19 aprile, visto che resterebbero da votare solo gli emendamenti dell’opposizione. A più riprese nelle scorse ore il M5S, dopo settimane di pressione sul governo, ha chiesto responsabilità sulla riforma. «Noi abbiamo detto alla ministra Cartabia che se questo è l’accordo tecnico sulla riforma noi ci stiamo ma serve un chiarimento politico, altrimenti, se si aprono scenari diversi, la riforma è rischio», avvertiva il relatore pentastellato Eugenio Saitta.

