Intervista

Cucinelli: «Il lusso deve ritrovare l’equilibrio tra qualità, prezzi e cura dei clienti»

Parla il fondatore, presidente esecutivo e direttore creativo della casa di moda, prima a pubblicare i dati preliminari del 2024 e tra le pochissime ad aver mantenuto la crescita a due cifre del 2023

di Giulia Crivelli

Brunello Cucinelli con Kevin Costner durante un evento organizzato in California prima di Natale

3' min read

3' min read

Insieme a pochissimi altri marchi e aziende (Hermès e il gruppo Prada), nel 2024 Brunello Cucinelli ha continuato a crescere a due cifre, sia nei ricavi sia nella redditività. Andamento confermato dai dati preliminari comunicati ieri dopo il cda e che erano stati anticipati prima di Natale (si veda Il Sole 24 Ore del 12 dicembre). Cucinelli è la prima società quotata del lusso a entrare nel dettaglio dei conti dell’intero 2024 e a fare previsioni per l’anno appena iniziato. Chi si fosse aspettato da Brunello Cucinelli, fondatore, presidente esecutivo e direttore creativo del marchio, toni trionfalistici (che forse sarebbero giustificati) o annunci roboanti è rimasto deluso. L’imprenditore ha presentato con soddisfazione i numeri (ricavi in crescita del 12,4% a 1,278 miliardi) e ipotizzato un aumento del 10% per i prossimi due anni, ma ha soprattutto invitato tutti, a partire dall’azienda che rappresenta, a riflettere sulla necessità di ritrovare equilibrio. Per l’alta gamma significa ripensare al rapporto tra prezzi, qualità, creatività e servizi ai clienti, ma Cucinelli estende il ragionamento ad altri temi a lui cari, come la dignità economica e sociale per artigiani e operai.

Per una volta, non riesce a godersi l’autentica eccezionalità dei vostri numeri?

Loading...

Al contrario, sono orgoglioso dell’andamento del 2024 e conscio di come siamo riusciti a distinguerci in un anno che per molti è stato di rallentamento se non di calo e per altri di crescite più contenute rispetto al passato. Ma non posso dire che sia un caso o che, men che meno, sia solo merito mio e di pochi altri. Le persone che lavorano nella nostra azienda sono circa 3.3oo, ma se consideriamo le piccole e medie imprese che fanno parte della nostra rete, più di 400, arriviamo a 8mila. A tutti loro va la mia gratitudine, perché se il fatturato e la redditività crescono ognuno ha avuto un ruolo. Insieme, siamo riusciti a dare un contributo a una visione di qualità e unicità che non potrebbe concretizzarsi senza rispetto reciproco e rispetto estremo, direi, per i clienti finali e i partner commerciali e distributivi. Non si vive di soli monomarca, serve l’occhio esterno, anche critico, di chi fa da tramite con i consumatori.

Tornando ai bilanci, negli anni passati l’alta gamma era cresciuta in modo assai più uniforme. Cosa è stato a incepparsi?

L’ho detto in occasione di tutti gli incontri che faccio alla fine di ogni anno a Londra, Parigi, Milano e New York con gli investitori. Trenta, quaranta persone per volta, per un totale di circa 140 interlocutori, sempre alla ricerca, come richiede il loro ruolo, di numeri e previsioni rassicuranti. Ho ricordato a tutti che negli ultimi anni, dal 2019 al 2023, un indice chiave come l’ebitda è salito fino al 40%. I prezzi finali però sono cresciuti fino al doppio di questa percentuale, un trend che non poteva durare e che ha portato molti consumatori ad allontanarsi, non necessariamente perché non possono permettersi gli aumenti, ma perché pretendono, giustamente, un rapporto giusto tra prezzo, per quanto altissimo, e qualità e creatività, per quanto altissime.

Intende dire che persino i famosi high e «ultra high net worth individuals» ora fanno caso ai prezzi?

Esatto: molti dei clienti dei prodotti di lusso “assoluto”, come potremmo definire il nostro e quello di altri, sono persone che investono in Borsa e sanno leggere un bilancio. Scorrendo quelli dei marchi e gruppi dell’alta gamma potrebbero essersi accorti delle esagerazioni alle quali ho accennato. Poi ci sono i clienti del cosiddetto “lusso aspirazionale”: a loro dobbiamo offrire, oltre al prodotto, un servizio impeccabile, che non si distingua in alcun modo da quello che diamo a chi ha disponibilità, diciamo, pressoché illimitate.

A cosa pensa in particolare?

Alla gentilezza e delicatezza dell’approccio che dobbiamo avere, sempre. Non ci deve essere soluzione di continuità tra come ci comportiamo a Solomeo, nei rapporti con le aziende che lavorano per noi e con le persone che entrano nei nostri negozi. Se facciamo sentire i clienti al centro della nostra visione di qualità e creatività unita alle tradizioni artigianali, può darsi che non comprino ogni volta che entrano in una boutique, fisica o sul web. Ma vorremmo che uscissero con un’emozione positiva, un ricordo di un’esperienza di incontro con altri esseri umani e con quello che il lavoro manuale e la creatività possono fare. Torneranno, prima o poi, non si sentiranno esclusi né tantomeno traditi, bensì valorizzati, come accade per i nostri operai. In un momento di crescenti disuguaglianze la parola chiave deve essere equilibrio e che sia il più gentile possibile.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti