Cucinelli, la strategia anti crisi? Investire in negozi e tecnologia
Nel 2020 investimenti in conto capitale per 55 milioni. Tra fine anno e inizio 2021 l’ampliamento di importanti boutique. L’indebitamento netto è salito, ma la società dice che è sotto controllo e la struttura finanziaria solida
di Vittorio Carlini
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I risultati sulla prima riga di bilancio dell’ultimo trimestre mostrano un segnale di ripresa. I ricavi netti tra inizio luglio e fine settembre sono saliti del 3,6% a cambi correnti. Un’inversione di tendenza rispetto ai dati semestrali in cui, essenzialmente a causa del “lockdown” nel secondo “quarter”, le vendite nette risultavano scese del 29,6% (-29,8% a cambi costanti).
Il rialzo del fatturato è confermato anche sul quarto trimestre, tanto che Bruno Cucinelli prevede di chiudere l’anno limitando il calo dei ricavi intorno al 10%. Al di là dei singoli numeri percentuali il risparmiatore è però interessato a conoscere le strategie di sviluppo, e di reazione alla crisi economico-sanitaria, dell’azienda.
Su questo fronte la società del lusso, di cui la Lettera al Risparmiatore ha incontrato i vertici, parte da un punto fermo: la considerazione che la crisi è congiunturale. Quindi, in un’ottica di medio-lungo periodo e nonostante le difficoltà dell’economia globale, è bisogna continuare ad investire. Per essere pronti a cogliere, finanche da un punto di maggiore forza, la vera ripresa.
Gli investimenti
Detta così potrebbe apparire come una generica asserzione d’ottimismo. La riprova della concretezza del programma è, tuttavia, offerta dagli investimenti in conto capitale. La società conferma che nel 2020 si avrà l’anticipo dell’1-1,5% dei Capex normalmente previsti per l’anno prossimo. Si tratta di esborsi destinati all’ampliamento della rete dei negozi del gruppo. Cucinelli, tra la fine del 2020 e l’avvio del 2021, prevede da un lato un’apertura a Tokyo; e dall’altro l’ampliamento delle boutique a San Pietroburgo, Las Vegas e New York. Queste operazioni si aggiungono ai già realizzati nuovi negozi di Londra e Parigi.





