Cyberwar, così gli hacker russi assediano l’Italia
I report della Polizia Postale restituiscono il retroscena di un sistematico attacco cibernetico verso il Paese iniziato con l’invasione dell’Ucraina e mostrano le contromisure messe in atto
di Ivan Cimmarusti
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I punti chiave
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La notte tra il 23 e il 24 febbraio 2022, mentre i militari russi invadevano l’Ucraina e i missili balistici e cruise martellavano la capitale Kiev, un esercito formalmente senza nome e senza bandiera si muoveva nel cyber spazio. Era iniziata la cosiddetta guerra ibrida, con attacchi hacker coordinati in realtà dal Cremlino contro i Paesi Nato e con picchi «allarmanti» verso l’Italia, registrati su infrastrutture critiche, sistemi finanziari, piccole e medie imprese ed enti pubblici.
Sono i report della Polizia Postale – organismo d’élite che fa capo alla Polizia di Stato che oggi celebra il 171° anniversario della fondazione – a restituire il retroscena di questo sistematico attacco cibernetico verso il Paese e della struttura di prevenzione investigativa messa in atto.
Dominio cibernetico
A cavallo tra febbraio e marzo 2022 le “incursioni” hacker di vari collettivi legati ai servizi segreti di Mosca, non hanno risparmiato grandi aziende di Stato, operatori di servizi essenziali, piccole amministrazioni locali, imprese e privati. Basti considerare che gli investigatori della Postale, diretti da Ivano Gabrielli, tra febbraio 2022 e febbraio 2023 hanno registrato e bloccato 13.951 attacchi, rispetto ai 6.195 individuati tra febbraio 2021 e febbraio 2022. Un aumento del 125,2% che ha portato il Canipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), unità specializzata interna alla Postale, a divulgare in tutto il 2022 113.420 alert su attacchi di pirateria informatica, rispetto ai 110.880 del 2021 e agli 83.416 del 2020.
Secondo le analisi investigative, «oltre alle ormai note campagne di phishing, sempre più elaborate in termini di social engineering, si registra una massiva diffusione di malware distruttivi (specialmente Ransomware), attacchi Ddos, campagne di disinformazione e leak di database. In tale scenario - si legge - è tangibile il ruolo assunto dai gruppi hacker che hanno deciso di schierarsi chi a favore della Russia, e chi con l’Ucraina, prendendo di fatto parte al conflitto nel cosiddetto “dominio cibernetico”».
Cyberspionaggio
Lo scenario globale della minaccia cyber ha da tempo occupato un ruolo centrale nelle agende di politica di sicurezza dell’Unione europea.
