D’Alema: verso modello bipolare Usa-Cina, l’Europa recuperi un ruolo
L’affermazione della globalizzazione è avvenuta senza essere governata. C’è stato cioè «un deficit di politica, un vuoto che è stato riempito dal ritorno brutale del 900 e persino dell’800»
di Barbara Fiammeri
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«La Cina sta già mettendo le mani sulle risorse russe. Gli Usa, di contro, grazie alla guerra in Ucraina, stanno rafforzando la propria presa sull’Europa. Basti pensare che aumenta l’importazione di gas liquefatto dagli Stati Uniti e agli introiti dell’industria delle armi. Usa e Cina rappresentano il nuovo ordine mondiale bipolare. Ha ragione Romano Prodi: solo un negoziato tra loro potrà portare alla fine della guerra in Ucraina,ma né Usa né Cina hanno interesse a far finire in fretta quel conflitto».
Così parlò Massimo D’Alema al Festival dell’Economia di Trento. La guerra alle porte dell’Europa, per l’ex premier ed ex ministro degli Esteri, produce effetti ben oltre i confini ucraini. Intervistato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, nell’incontro dal titolo «Dove stanno andando economia e politica mondiale, rischio guerra fredda e ruolo dell’Europa», D’Alema ha insistito in particolare sul cambiamento geopolitico in atto frutto - come quasi sempre -anche degli errori del passato.
«La classe dirigente del mondo occidentale degli anni 90, di cui anch’io facevo parte» era convinta che con la caduta del muro di Berlino e il crollo dell’impero sovietico era stata decretata la vittoria del modello capitalistico e del suo modello culturale e politico. Per dirla con Francis Fukuyama: eravamo alla fine della storia. Ma è stato un gravissimo errore. «Il venir meno delle ideologie ha portato al ritorno degli scontri di civiltà», ha detto D’Alema ricordando Tony Atkinson.
L’affermazione della globalizzazione è avvenuta senza essere governata. C’è stato cioè «un deficit di politica, un vuoto che è stato riempito dal ritorno brutale del 900 e persino dell’800».
Il modello che insegue Vladimir Putin non è infatti quello sovietico ma quello zarista. Una visione anacronistica,che porterà alla sconfitta della Russia, sempre più attratta nell’orbita cinese, ma anche dell’Europa. «D’accordo, mandiamo le armi all’Ucraina. Ma come si ricostruisce un ordine mondiale? Cosa vuol dire “vinceremo la guerra”, combattendo con una potenza nucleare? A medio termine, chi governa, anche in Italia, che piano ha? Io non lo capisco e questo mi spaventa».



