Difesa

Da 2800 euro netti al mese di un maggiore ai quasi 6mila di un generale o di un ammiraglio, ecco gli stipendi nelle Forze Armate

La fotografia scattata dall’Usmia, l’Unione sindacale militari interforze associati

di Andrea Carli

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L’attuale contesto internazionale, destabilizzato da crisi via via crescenti, conferisce loro un ruolo sempre più strategico. Allo stato attuale, l’impegno dell’Italia sul piano della sicurezza è “raccontato” da un numero: 40. le missioni e le operazioni internazionali (due nazionali) nelle quali è impegnato il nostro Paese. Per farci un’idea di quanto guadagnano i componenti delle nostre Forze Armate, basta buttare un occhio alla tabella che qui di seguito pubblichiamo, predisposta per Il Sole 24 Ore dall’Usmia, l’Unione sindacale militari interforze associati.

La fotografia: ecco quanto guadagnano le Forze Armate

Vengono riportate in particolare le retribuzioni base mensili e annue del personale militare suddiviso per gradi e Forza Armata di appartenenza. Bisogna tuttavia tener presente, come spiega il segretario generale Leonardo Nitti, che «queste retribuzioni sono percentualmente e proporzionalmente aumentate a seconda della differente posizione di impiego del personale (es: piloti di aviogetti militari; piloti di elicotteri militari; personale imbarcato sulle navi militari; paracadutisti; truppe alpine eccetera)».

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ESERCITO, MARINA E AERONAUTICA: ECCO GLI STIPENDI DI CHI LAVORA NELLE FORZE ARMATE

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Personale non dirigente: dai 1.400 euro al mese netti di un Graduato a oltre 2mila di un Capitano

Il peso dello stipendio varia, come prevedibile, a seconda del grado. Partendo dal personale non dirigente, e prendendo in considerazione il valore netto dello stipendio mensile, la forbice va da un minimo di 1.400 euro (1407,74) di un graduato ai poco più di 2mila euro (2128,45) di un Capitano. Andando a scendere, il secondo e terzo posto della classifica di chi guadagna di più sono occupati, rispettivamente, dal grado di Tenente (1998,54) e da quello di Sottotenente (1.782,37).

RETRIBUZIONI MEDIE PERSONALE MILITARE DIVISE PER FORZA ARMATA DI APPARTENENZA

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Personale dirigente: da poco più di 2800 euro netti al mese di un Maggiore ai quasi 6mila di un Generale o di un Ammiraglio 

Se poi passiamo ad analizzare il personale dirigente, e ci focalizziamo ancora una volta sulla retribuzione mensile netta, ci accorgiamo che il grado più alto, che per l’Esercito italiano è rappresentato dal Generale di corpo d’armata, per la Marina militare dall’Ammiraglio di squadra navale e per l’Aeronautica militare dal Generale di squadra aerea, guadagna quasi 6mila euro netto al mese (5723). Gli importi vanno a scendere sulla base del grado: agli ultimi tre posti della classifica della retribuzione mensile netta troviamo il Colonnello (3976 euro), il Tenente colonnello (2970) e il Maggiore (2838). Va ricordato che a queste tre figure nella Marina militare corrispondono il Capitano di vascello, il Capitano di fregata e il capitano di Corvetta.

Tornando ai ruoli apicali, concentrando l’attenzione questa volta sulla retribuzione annua netta, emerge che la prima linea (Generale di Corpo d’armata, Ammiraglio Squadra navale e Generale di Squadra aerea) percepiscono oltre 68mila euro (68676); un Colonnello (Capitano di vascello nella Marina) sfiora i 48mila euro (47712), mentre un Maggiore (capitano di Corvetta nella Marina) guadagna circa 34mila euro (34056) netti all’anno.

A questi importi vanno aggiunti più indennità e tredicesima

Per quanto riguarda il personale dirigente, dal 2023 gli stipendi degli ufficiali superiori e degli ufficiali generali e ammiragli delle Forze armate e del personale con gradi e qualifiche corrispondenti dei Corpi di polizia civili e militari sono stati aumentati in misura pari allo 0,98 per cento

Quanti sono gli appartenenti alle Forze Armate

Il Documento programmatico pluriennale della Difesa, un documento che per questo settore costituisce un po’ quello che la manovra rappresenta per i conti pubblici, fornisce qualche indicazione sulla consistenza delle Forze Armate. Con l’approvazione del decreto legislativo 185/2023, n. 185, l’obiettivo è stato fissato in 160.000 unità, un obiettivo che andrà raggiunto, sia in termini complessivi, sia di ripartizione per ciascuna categoria/ruolo e Forza Armata, al 1° gennaio 2034. In particolare, sono 93.100 nell’ambito Esercito (9.800 ufficiali, 18.300 sottoufficiali e 65mila volontari); 30.050 in ambito Marina (4741 ufficiali, 11.034 sottufficiali e 14.275 volontari) e 36.850 per l’Aeronautica (6.100 ufficiali, 17.325 sottufficiali e 13.425 volontari). Per quanto concerne le consistenze medie previsionali del personale militare, le stesse sono stimate in: 165.537 unità per il 2024 (a fronte delle 165.564 unità autorizzate nel 2023), 165.415 unità per il 2025 e 165.261 unità per il 2026.

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