In viaggio con il caro-benzina, picchi oltre 2,5 euro: ecco i distributori più cari
Indagine Assoutenti: sulla A4 Venezia -Trieste la benzina ha raggiunto il picco di 2,553 euro al litro per il servito, mentre il gasolio tocca i 2,4 euro/litro. Sulla A21 Torino-Piacenza, un litro di benzina viene venduto a 2,549 euro, 2,334 il gasolio. Supera la soglia dei 2,5 euro anche la A14 Bologna-Bari-Taranto, con 2,529 euro al litro la verde, 2,399 il diesel
di Andrea Carli
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I punti chiave
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Dal primo agosto i benzinai dovranno esporre un cartellone per informare gli automobilisti dei prezzi praticati dall’impianto. Pena una sanzione (ridotta nel cammino parlamentare) che va da 200 a 2.000 euro secondo il fatturato. Dopo 4 violazioni dell’obbligo scatterà la sospensione dell’attività. La misura è stata stabilita dal governo con il decreto varato quando i prezzi superavano abbondantemente i 2 euro al litro in alcuni impianti. Intanto un’indagine effettuata da Assoutenti sulla base degli ultimi dati pubblicati dal Mimit delinea la mappa delle pompe di benzina più care in Italia.
Cartellone obbligatorio, le indicazioni del ministero
In vista del 1 agosto, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emanato una circolare per fornire maggiori chiarimenti sulle modalità di attuazione previste dal decreto ministeriale 31 marzo 2023. I dati aggregati (nazionali per i distributori su autostrade e regionali per gli altri) verranno resi disponibili online, in formato aperto, ogni mattina in una sezione dedicata del sito Mimit. E maggiori indicazioni sono disposte sul successivo obbligo di esposizione nei distributori e sulle caratteristiche e modalità per i cartelloni, lasciando tuttavia agli operatori una libertà di posizionamento, nei limiti del codice della strada.
La mappa dei distributori più cari
Tornando al nodo costi, l’indagine dell’associazione dei consumatori mette in evidenza che sulla A4 Venezia -Trieste la benzina, in base alle rilevazioni eseguite sui prezzi indicati dai gestori tra il 27 e il 28 luglio scorsi, ha raggiunto il picco di 2,553 euro al litro per il servito, mentre il gasolio tocca i 2,4 euro/litro. Sulla A21 Torino-Piacenza, un litro di benzina viene venduto a 2,549 euro, 2,334 il gasolio. Supera la soglia dei 2,5 euro anche la A14 Bologna-Bari-Taranto, con 2,529 euro al litro la verde, 2,399 il diesel. Prezzi alti anche sulle isole minori: in base alle ultime rilevazioni disponibili (27 o 28 luglio) ad Anacapri la benzina (in modalità servito) costa 2,259 euro/litro, a Ponz a 2,239 euro, a Ischia 2,204 euro, a Lampedusa 2,329 euro. Listini esorbitanti anche sulla rete urbana ed extraurbana di numerose regioni: sulla Via Provinciale di Arpaise (Bn) un litro di verde (servito) costa 2,552 euro, il gasolio addirittura 2,619 euro. In Calabria a Serra San Bruno (Vv) benzina a 2,499 euro, diesel 2,359 euro. A Lucca 2,487 euro al litro la verde, 2,554 euro il gasolio.
Un pieno di benzina arriva a costare 127 euro
«Analizzando l'andamento dei carburanti alla pompa si scopre che in soli due mesi, da maggio ad oggi, la benzina ha registrato un rincaro medio del 4,9%, il gasolio del 5,6% - spiega il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Un pieno di benzina, al distributore più caro rilevato dalla nostra indagine, arriva a costare 127 euro. L'andamento del petrolio potrebbe senza dubbio influire sugli aumenti registrati nell'ultimo periodo, ma la velocità a cui crescono i listini, e soprattutto la concomitanza con il periodo delle partenze estive, ci fa temere che ci siano altre motivazioni che alimentano tali rincari. Per questo - conclude Truzzi - chiediamo al Governo di ricorrere a Mister Prezzi e alla Commissione di allerta rapida per monitorare con attenzione l'andamento dei prezzi di benzina e gasolio e svelare cosa avviene nella formazione dei listini durante tutta la filiera, dall'estrazione alla vendita presso i distributori».
Coldiretti, caro prezzi a valanga sull’88% della spesa
In un Paese come l’Italia dove l’88% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio «ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori». È quanto mette in evidenza la Coldiretti in riferimento al rialzo dei prezzi di gasolio e benzina. A subire le conseguenze dei rincari, «è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad 1/3 sul totale dei costi per frutta e verdura. Un effetto preoccupante che alimenta l’inflazione e pesa sul carrello. Il risultato - precisa la Coldiretti - è che per mangiare gli italiani hanno speso quasi 4 miliardi in più nell’ultimo semestre ma a causa del caro prezzi hanno dovuto tagliare le quantità acquistate». Secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga, l’aumento del costo dei carburanti aggrava inoltre il gap competitivo dell’Italia a causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che a livello nazionale è pari a 1,12 euro/chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro).


