Da EcoFactory impianto hi tech per trattare e recuperare le batterie

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Il 2025 sarà l’anno di EcoFactory: tra febbraio e marzo diventerà finalmente operativo a Pollutri l’impianto innovativo, alimentato da un parco fotovoltaico per circa 0,6 MW, per il trattamento e il recupero di batterie portatili e industriali, tra le quali quelle ad alta densità di energia (litio). L’investimento da 7 milioni di euro di Haiki Cobat, piattaforma per l’economia circolare che ricomprende servizi di gestione ambientale, per il primo anno di attività darà lavoro a 15 addetti. “Originariamente la scelta di Pollutri era legata all’auspicato insediamento del nuovo polo automotive legato alla Gigafactory Stellantis/Mercedes – spiega Andrea Carluccio, direttore commerciale di EcoFactory -: nell’incertezza della realizzazione di questi investimenti, abbiamo ricalibrato le attività e l’impianto, dotato di una certa flessibilità operativa, si è emancipato dal gestire le sole batterie automotive”.

L’impianto seleziona e cernisce le diverse tipologie di pile e accumulatori per avviarli al secondo processo interno di lavorazione che prevede: per le pile e accumulatori portatili il trattamento di taglio, macinazione, triturazione per il recupero dei materiali fino alla black mass; per le batterie automotive/storage (industriali) una prima verifica di seconda vita per un’eventuale cessione ai grandi produttori di energia (generalmente come storage per impianti fotovoltaici ed eolici, ndr.), ma qualora non possano essere ripristinate le funzionalità necessarie, verranno trattate per recuperare materia. “Un brevetto di proprietà di Cobat risolve il problema del recupero delle materie ad alto valore aggiunto contenute nella black mass – sottolinea Carluccio -. Il nucleo innovativo delle attività sta nel riciclo e nella raffinazione dei metalli contenuti nelle batterie al litio attraverso un processo idrometallurgico che procura la dissoluzione dei metalli dalle polveri attive”.

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La raccolta avverrà mediante due flussi principali entrambi destinati a Pollutri. Quello domestico, attraverso il quale le pile sono raccolte presso le isole ecologiche comunali e i luoghi di raggruppamento per mezzo dei Sistemi Collettivi operanti in Italia e legittimati dal Mase, con EcoFactory che vuole diventare un polo industriale per il Centro Sud Italia, accreditandosi al Centro di Coordinamento Pile e Accumulatori (CDCNPA) e qualificandosi per selezionare, cernire e lavorare i flussi prodotti in Abruzzo e nelle regioni limitrofe; quello professionale, con pile e accumulatori raccolti da operatori privati (brand dell’automotive, dell’industria e altre imprese, ndr.) che hanno contratti diretti con Haiki Cobat o altri soggetti autorizzati.

Mi.Ro.

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