L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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A poche ore dall’affermazione alle primarie, la nuova segretaria del Pd Elly Schlein è chiamata a registrare i primi smottamenti all’interno del partito. A cominciare dalla componente centrista, che non si riconosce nel suo programma. Lei ha aperto al dialogo, delineando la strategia di gestione del partito: «Tenere insieme la comunità è fondamentale, senza rinunciare a una linea politica chiara - ha chiarito -. Ci confronteremo su scelte importanti che segnano un nuovo metodo: condiviso e plurale». Ha poi aggiunto che è il metodo con cui ha sempre lavorato e che spera di mettere al servizio del Pd.
Schlein si è recata al Nazareno, sede romana del partito, per incontrare il segretario uscente, Enrico Letta. È stato un passaggio di consegne informale. «L’assemblea ci sarà il 12 marzo - ha annunciato la neo segretaria del Pd- là verrà votata la nuova segretaria del Pd». Schlein ha anche ringraziato Letta per il lavoro svolto. Quest’ultimo le ha regalato un melograno benaugurante. «Ci riuniremo in questi giorni con la mia squadra per capire i primi passi e le prime scelte. Ma vorrei dire, sulla partecipazione, che vogliamo lavorare da subito per aprire il prima possibile il nuovo tesseramento», ha aggiunto Schlein.
Sullo sfondo, le code ai gazebo da parte di iscritti e simpatizzanti del Pd, a dimostrare la risposta del popolo alle primarie del 26 febbraio per l’elezione della nuova guida del partito. La Commissione nazionale per il Congresso ha comunicato i dati definitivi sull’affluenza alle primarie e i risultati del voto. Votanti: 1.098.623. Risultati: Schlein 587.010 (53,75%), Bonaccini 505.032 (46,25%)
Intanto però un nome storico dei Dem, ex ministro dell’Istruzione nel governo Prodi II, ha annunciato l’addio. «È un Pd distinto e distante da quello che avevamo fondato che metteva insieme culture politiche diverse dalla sinistra al centro, con i cattolici democratici, i popolari e la Margherita - ha spiegato il fondatore del Pd, Beppe Fioroni, al Tv2000 -. Oggi legittimamente diventa un partito di sinistra che nulla a che fare con la nostra storia, con i nostri valori e la nostra tradizione». «Per questo - ha continuato Fioroni - abbiamo dato vita ad un nuovo network dei cattolici e democratici “Piattaforma popolare - Tempi nuovi” per farla diventare la casa di tutti quei popolari e cattolici che sono stati marginalizzati e allontanati». «Vogliamo ripartire dai territori e ridare una speranza affinché queste idee e valori possano essere trasmessi ai nostri giovani e possano contribuire alla costruzione di un mondo migliore. Nel Pd rientrano Bersani e Speranza - ha concluso Fioroni - che erano usciti perché il Pd era troppo di centro ed oggi si trovano a casa loro in un partito di sinistra, noi costruiamo una nostra area per continuare ad essere orgogliosamente quello che siamo sempre stati».
In un intervento all’emittente ligure Telenord, la capogruppo Dem alla camera Debora Serracchiani si è detta disponibile a fare un passo indietro. «Se come gesto di “benvenuto” metterei a disposizione il mio mandato? Posso parlare solo per me: è naturale che sia così - ha affermato -. Con l’elezione del nuovo segretario troverei normale che venisse rimesso il mandato, lo avrei fatto anche se avesse vinto Bonaccini. Ed è vero che i gruppi parlamentari sono il luogo dove il partito farà l’opposizione più dura e determinata. La Camera è il luogo dove oggi siamo riusciti a farla questa opposizione, penso ai temi della giustizia, delle Ong e della manovra di bilancio. Io continuerò a fare la mia parte».