Da Milano a Bari: gli aiuti agli studenti per gli affitti
I contratti in regime concordato per gli universitari cresceranno del 10,2% entro il 2027 con la spinta degli enti locali: la formula fa leva su un mix di vantaggi per proprietari e inquilini
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Sono passati meno di due anni dalle proteste degli studenti, accampati fuori dalle università, contro i canoni inaccessibili, trascinati al rialzo dal proliferare di locazioni brevi. Eppure, nonostante la recente stretta sugli affitti turistici, l’emergenza non è finita.
Per attenuarne gli effetti cresce l’uso di formule, alternative al canone libero e al classico «4+4», che puntano a rendere più attrattiva la locazione, con agevolazioni fiscali, e a garantire maggiore stabilità agli inquilini: gli affitti agevolati per studenti, che rientrano sotto il cappello del canone concordato, secondo una stima elaborata da Scenari Immobiliari per Il Sole 24 Ore del Lunedì, nel 2027 saranno il 10,2% in più del 2024, con picchi nelle città con più fuorisede.
«Il canone concordato sta avendo una curva di crescita abbastanza importante: nel 2015 rappresentava il 20,2% del totale dei contratti di affitto stipulati in Italia, nel 2024 il 26,9% e andrà a stabilizzarsi – spiega Francesca Zirnstein, direttore Generale di Scenari Immobiliari –. Nello specifico, i contratti agevolati per studenti passeranno dalla quota attuale, pari al 5,6% del totale, al 6,1% del 2027». Questo ovviamente – rileva Zirnstein – non avviene alla stessa velocità in tutte le città: «Stimiamo picchi di crescita del 50% a Padova, del 40% a Milano, del 18,4% a Roma».
Le misure attivate da Milano e Roma
Proprio le città che registrano i numeri più elevati di fuorisede – che spesso coincidono con quelle a crescente appeal turistico – stanno lavorando sui contratti agevolati per studenti. Una delle misure su cui si è impegnato ad agire il Comune di Milano (quasi 129mila fuorisede secondo il Mur), attraverso l’agenzia per l’affitto accessibile Milano Abitare, è la promozione del canone concordato, che ai proprietari garantisce anche un’aliquota Imu ridotta al 7,3 per mille. E con successo: secondo quanto dichiarato dall’assessorato alla Casa di Palazzo Marino «nell’ultimo anno il numero di contratti a canone concordato stipulati a Milano è raddoppiato rispetto al 2023. Stando ai dati di Sunia Cgil, l’organizzazione sindacale di inquilini che attesta il maggior numero di contratti a Milano, ne sono stati sottoscritti 1.353 nel 2023 e 2.735 nel 2024. La tipologia di contratto per studenti universitari rappresenta circa il 19% dei contratti a concordato sottoscritti con il supporto di Milano Abitare nel 2024». L’accordo territoriale del 2023 ha introdotto la possibilità di beneficiare del canone concordato per l’affitto di una singola stanza, purché sia ampia almeno 12 mq, con tariffe fisse applicabili a quattro zone di Milano (escluso il centro): si va dai 600 euro al mese della zona omogenea 2 ai 400 della zona 5 (l’anello più periferico). Questa soluzione rappresenta circa il 16% dei contratti a concordato sottoscritti, promossi da Milano Abitare nel 2024.
A Roma, seconda città per numero di fuorisede (69mila), verrà istituita a breve «l’ASAb (Agenzia Sociale per l’Abitare) che faciliterà l’incontro tra domanda e offerta di immobili in locazione a canone concordato, prestando particolare attenzione agli studenti», spiega Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative. Per rendere il canone concordato più attrattivo, il Comune vuole avviare «contributi ai piccoli proprietari per ogni contratto stipulato a canone concordato con inquilini selezionati dall’agenzia e stipulare protocolli d’intesa con i proprietari per incentivare la disponibilità di alloggi a canone calmierato, anche grazie a una piattaforma online».

