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Da Milano a Bari: gli aiuti agli studenti per gli affitti

I contratti in regime concordato per gli universitari cresceranno del 10,2% entro il 2027 con la spinta degli enti locali: la formula fa leva su un mix di vantaggi per proprietari e inquilini

16/10 2008 ROMA UNIVERSITA' LA SAPIENZA . CARO-AFFITTI PER GLI STUDENTI .

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Sono passati meno di due anni dalle proteste degli studenti, accampati fuori dalle università, contro i canoni inaccessibili, trascinati al rialzo dal proliferare di locazioni brevi. Eppure, nonostante la recente stretta sugli affitti turistici, l’emergenza non è finita.

Per attenuarne gli effetti cresce l’uso di formule, alternative al canone libero e al classico «4+4», che puntano a rendere più attrattiva la locazione, con agevolazioni fiscali, e a garantire maggiore stabilità agli inquilini: gli affitti agevolati per studenti, che rientrano sotto il cappello del canone concordato, secondo una stima elaborata da Scenari Immobiliari per Il Sole 24 Ore del Lunedì, nel 2027 saranno il 10,2% in più del 2024, con picchi nelle città con più fuorisede.

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«Il canone concordato sta avendo una curva di crescita abbastanza importante: nel 2015 rappresentava il 20,2% del totale dei contratti di affitto stipulati in Italia, nel 2024 il 26,9% e andrà a stabilizzarsi – spiega Francesca Zirnstein, direttore Generale di Scenari Immobiliari –. Nello specifico, i contratti agevolati per studenti passeranno dalla quota attuale, pari al 5,6% del totale, al 6,1% del 2027». Questo ovviamente – rileva Zirnstein – non avviene alla stessa velocità in tutte le città: «Stimiamo picchi di crescita del 50% a Padova, del 40% a Milano, del 18,4% a Roma».

CONTRATTI E CANONI NELLE CITTÀ UNIVERSITARIE

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Le misure attivate da Milano e Roma

Proprio le città che registrano i numeri più elevati di fuorisede – che spesso coincidono con quelle a crescente appeal turistico – stanno lavorando sui contratti agevolati per studenti. Una delle misure su cui si è impegnato ad agire il Comune di Milano (quasi 129mila fuorisede secondo il Mur), attraverso l’agenzia per l’affitto accessibile Milano Abitare, è la promozione del canone concordato, che ai proprietari garantisce anche un’aliquota Imu ridotta al 7,3 per mille. E con successo: secondo quanto dichiarato dall’assessorato alla Casa di Palazzo Marino «nell’ultimo anno il numero di contratti a canone concordato stipulati a Milano è raddoppiato rispetto al 2023. Stando ai dati di Sunia Cgil, l’organizzazione sindacale di inquilini che attesta il maggior numero di contratti a Milano, ne sono stati sottoscritti 1.353 nel 2023 e 2.735 nel 2024. La tipologia di contratto per studenti universitari rappresenta circa il 19% dei contratti a concordato sottoscritti con il supporto di Milano Abitare nel 2024». L’accordo territoriale del 2023 ha introdotto la possibilità di beneficiare del canone concordato per l’affitto di una singola stanza, purché sia ampia almeno 12 mq, con tariffe fisse applicabili a quattro zone di Milano (escluso il centro): si va dai 600 euro al mese della zona omogenea 2 ai 400 della zona 5 (l’anello più periferico). Questa soluzione rappresenta circa il 16% dei contratti a concordato sottoscritti, promossi da Milano Abitare nel 2024.

A Roma, seconda città per numero di fuorisede (69mila), verrà istituita a breve «l’ASAb (Agenzia Sociale per l’Abitare) che faciliterà l’incontro tra domanda e offerta di immobili in locazione a canone concordato, prestando particolare attenzione agli studenti», spiega Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle politiche abitative. Per rendere il canone concordato più attrattivo, il Comune vuole avviare «contributi ai piccoli proprietari per ogni contratto stipulato a canone concordato con inquilini selezionati dall’agenzia e stipulare protocolli d’intesa con i proprietari per incentivare la disponibilità di alloggi a canone calmierato, anche grazie a una piattaforma online».

Da Bologna a Genova

Anche Bologna, che ospita circa 35mila fuorisede, ha da poco creato la nuova agenzia sociale per l’affitto Fondazione Abitare Bologna, «che faciliterà l’accesso ai contratti a canone concordato con incentivi sia per i proprietari – come la garanzia contro la morosità fino a 12 mensilità – sia per gli inquilini, con canoni calmierati. Inoltre, stiamo lavorando su misure specifiche per incentivare i locatori a scegliere studenti e studentesse come affittuari», dice la vicesindaca con delega alla Casa Emily Marion Clancy.

A Padova il Comune propone un’aliquota Imu agevolata per l’affitto agli studenti (10,2 per mille), anche per una singola stanza. Non è tutto: «È stato avviato un progetto di coabitazione intergenerazionale fra over 65 e studenti e stiamo lavorando a una Agenzia sociale dell’abitare, attiva entro l’anno, per cercare di ricreare la fiducia tra locatori e locatari, anche con strumenti di garanzia ai proprietari», spiega Francesca Benciolini, assessora alle politiche abitative. Anche a Pavia è nato un progetto di cohousing intergenerazionale che riconosce al locatore un contributo mensile fino a 300 euro – spiega l’assessore alle politiche abitative del Comune, Francesco Brendolise – e per quanto riguarda il canone concordato, applicabile anche per singole stanze, prevediamo una riduzione del 25% dell’imposta dovuta, calcolata con un’aliquota Imu agevolata del 9,6 per mille».

L’abitare studentesco è anche uno dei focus del Programma “Fa’ la casa giusta!” del Comune di Parma, che ha destinato 174,8 milioni di euro di fondi pubblici e privati alla riqualificazione di immobili residenziali pubblici e alla costruzione di studentati e social housing: «Il programma Parma Città Universitaria prevede la riconversione di due strutture pubbliche (178 posti letto totali) in studentati e del complesso Romanini-Stuard in un progetto di mix abitativo (300 posti) destinato non solo a studenti», spiega Ettore Brianti, assessore alle Politiche sociali. «Abbiamo anche attivato progetti di convivenza intergenerazionale e, più in generale, la fondazione di partecipazione “Parma Housing Center”, nata per promuovere il canone concordato, che offre garanzie al proprietario grazie al supporto di finanziamenti regionali. Oggi il Comune prevede un’aliquota agevolata del 6 per mille, ma quest’anno sarà avviata un’analisi per incrementare le premialità e contrastare il fenomeno degli alloggi sfitti». C’è poi il caso di Genova che attraverso la partecipata S.P.Im offre alloggi a canone calmierato e forfettizzato che vanno dai 200 ai 260 euro a stanza. A Torino - che si mantiene una destinazione molto economica rispetto ad altre città universitarie, con una spesa media fra i 230 e i 410 euro, c’è già una prevalenza per la tipologia di contratto concordato per studenti (63%), anche perché, nel 2023, la città ha promosso un’ampia campagna di comunicazione proprio per promuovere e diffondere questo strumento.

Da Napoli a Palermo

Se Napoli non ha alcuna misura in essere, tra le città del Sud che prevedono affitti agevolati per gli studenti c’è Bari – dove l’ultimo accordo è stato siglato nel 2024, con l’aliquota Imu al 4 per mille che scende al 3 per mille nel caso in cui gli affittuari siano studenti – mentre a Brescia la misura si applica anche alle stanze singole con un’aliquota Imu agevolata all’8,8 per mille. A Palermo, invece, la pressione abitativa sugli studenti è inferiore a quella di altre città, «ma stiamo avviando una progettazione esecutiva su alcune strutture pubbliche in disuso da adibire a housing e cohousing per studenti, ma non solo, così da farci trovare pronti a intercettare avvisi e fondi comunitari per la loro riqualificazione. Si tratterà di circa 60 appartamenti», spiega l’assessore Fabrizio Ferrandelli. Infine, molto si sta facendo per rassicurare i proprietari: «Tramite l’Agenzia dell’Inclusione garantiamo al proprietario il pagamento del canone, arretrato e futuro, fino a 24 mensilità».

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