Innovazione

Da Unifarco nuovo brevetto sostenibile contro le macchie cutanee

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Si chiama VisitBright il nuovo brevetto depositato da Unifarco, azienda italiana attiva nella ricerca, sviluppo, produzione e distribuzione alle farmacie di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici, dispositivi medici, make-up e alimenti funzionali, di Santa Giustina (Belluno) con filiali in Germania, Spagna e Francia e reti di vendita in Austria, Belgio e Svizzera, oltre 6.300 farmacie clienti, un team interno composto da oltre 70 professionisti nell’area scientifica, di cui più di 30 studiano e sviluppano costantemente nuove linee di prodotti e formulazioni innovative.

In risposta alla sempre più sentita attenzione al tema del trattamento delle iperpigmentazioni cutanee, il reparto di Ricerca e sviluppo di Unifarco ha studiato una miscela di estratti naturali con un’azione complementare sulle diverse fasi della melanogenesi, il processo biologico che regola la produzione di melanina.

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La nuova formula brevettata combina tre potenti estratti: pino silvestre, abete bianco e vite che insieme lavorano sinergicamente per contrastare le macchie cutanee grazie a molecole chiave quali taxifolina, taxiresinolo e derivati del resveratrolo, selezionati per la loro efficacia nel prevenire e ridurre le iperpigmentazioni.

Le tre diverse biomasse vegetali utilizzate derivano da filiere di up-cycling create sul territorio Veneto, dando valore a 3 diversi scarti, i rami di potatura della vite e le cortecce di pino e abete bianco, sostenendo aziende locali dei settori vitivinicolo e forestale.

La nuova miscela presenta una triplice innovazione: un’attività antiossidante mirata, la capacità di prevenzione della formazione di melanina e l’inibizione della tirosinasi, enzima collegato alla produzione di melanina.

Per correggere efficacemente le iperpigmentazioni cutanee Unifarco ha studiato il modo per sfruttare una sinergia di ingredienti attivi in grado non solo di agire sulla macchia già formata ma anche di modulare tutto il processo di melanogenesi, prima che la macchia si formi. La miscela ricavata dal nuovo brevetto è stata inserita all’interno della nuova linea Chroma Skin.

Per testare la capacità depigmentante del brevetto è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Padova e Unired un test di inibizione enzimatica della tirosinasi, enzima responsabile della formazione delle macchie.

«Questa scoperta rappresenta una innovazione nel trattamento delle iperpigmentazioni cutanee, confermando ancora una volta il ruolo di Unifarco come leader nell’innovazione scientifica - commenta Stefano Francescato, research & development director di Unifarco -. Nella scelta delle specie e delle filiere utilizzate, sono stati tenuti in considerazione anche gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale. Il reparto R&D di Unifarco predilige infatti filiere di up-cycling che permettono di recuperare scarti naturali provenienti dal territorio veneto per trasformarli in preziosi alleati di bellezza».

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