Dai dehors al canone unico, i costi per i ristoranti che vogliono riaprire
Secondo la Fipe riaprire solo le attività che hanno i tavolini all'esterno significa prolungare il lockdown per oltre 116mila pubblici esercizi
di Andrea Carli
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La decisione del Governo di consentire dal 26 aprile nelle regioni gialle di aprire i ristoranti a pranzo e a cena solo nei luoghi con tavoli all'aperto ha scatenato la protesta dei ristoratori che non possono contare su questa possibilità. Secondo la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) riaprire solo le attività che hanno i tavolini all'esterno significa prolungare il lockdown per oltre 116mila pubblici esercizi. Il 46,6% dei bar e dei ristoranti della penisola infatti non è dotato di spazi all'aperto e questa percentuale cresce nei centri storici delle città nei quali vengono applicate regole stringenti. Secondo Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet Confesercenti, «a registrare un rallentamento delle restrizioni, lunedì, sarà meno di un ristorante o pub su due, quelli che hanno a disposizione uno spazio all'aperto da dedicare al consumo. E tra i quasi 150mila bar la quota è ancora inferiore».
Non solo: la scelta di limitare le riaperture agli spazi all’aperto ha delle ripercussioni sul numero dei clienti, che potrebbe essere contenuto. Il premier Draghi ha chiarito che per pranzare e cenare nei locali al chiuso in zona gialle bisognerà attendere giugno. Alcuni presidenti di Regione propongono un compromesso: anticipare al 15 maggio. Una proposta che alla fine difficilmente potrebbe passare.
Da 1.200 a 25mila euro per munirsi di una struttura esterna
Il prezzo dei dehors varia in base al tipo di materiale, alla superficie, alla marca, al trasporto e alla dimensione. Inoltre, ci sono altre variabili che modificano il prezzo: la struttura può essere realizzata con pedane, pavimenti in legno, ringhiere in metallo, paraventi, copertura in metallo o tendonata, fino al riscaldamento a pavimento. Costruire una struttura esterna va da un minimo di 1.200 euro per i manufatti più “leggeri”, fino a raggiungere anche i 20/25milla euro per i dehors “extra-lusso”. Un altro fattore che incide molto è il fatto, o meno, che si richieda un manufatto su misura. I dehors realizzati in serie e standard costano molto meno.
La partita per estendere l’esenzione al pagamento del canone unico
C’è poi un’altra questione, che riguarda il canone patrimoniale unico di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Con il decreto Sostegni è scattata la proroga dal 31 marzo al 30 giugno 2021 dell’esonero per le occupazioni di suolo pubblico da parte di imprese di pubblico esercizio e per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. Ma la scadenza è vicina, e il rischio è che dal 1 luglio si debba tornare a pagare. Tra le proposte di modifica del decreto Sostegni - il provvedimento è all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato in prima lettura, a quasi trenta giorni dall’entrata in vigore - suggerite dall’Anci, l’associazione dei comuni italiani, rientra l'allungamento al 31 dicembre 2021 dell'esenzione al pagamento del canone unico per l'occupazione di suolo pubblico da parte degli esercizi commerciali e ambulanti.
Il nodo coperture
Allo stato attuale, per le modifiche al provvedimento nel passaggio parlamentare sono a disposizione circa 500 milioni (sono stati depositati oltre 2.800 emendamenti). La coperta delle risorse è dunque corta. I senatori chiedono di aumentare il budget, anche sulla base di un anticipo sulle risorse previste dal nuovo scostamento per 40 miliardi (si veda anche Il Sole 24 Ore del 20 aprile). La semplificazione delle procedure per l'occupazione di suolo pubblico per i tavoli all'aperto è invece già prevista, dall’ultimo provvedimento sui sostegni, sino a fine anno.

