Ministero della Cultura, ecco come Sangiuliano allunga la catena di comando
Dal 18 maggio saranno attivi quattro dipartimenti. Cancellato il Segretariato Generale. Il Consiglio di Stato aveva espresso perplessità sulla riforma definendola lacunosa rispetto ai grandi musei
di Giuseppe Cosenza
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I punti chiave
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Il 18 maggio entra in vigore il Regolamento di organizzazione del Ministero della Cultura che prevede un’articolazione in quattro dipartimenti e la soppressione della figura del Segretario Generale. I Capi dipartimento sono di nomina diretta del Ministro.
La precedente struttura era suddivisa in 26 direzioni generali, tra centrali, periferiche e uffici dotati di autonomia speciale, con a capo il Segretario Generale, ultimo dei quali Mario Turetta, avente la funzione di braccio operativo e gestore dei fondi pubblici nazionali ed europei.
Quattro dipartimenti e i rischi di sovrapposizioni
La novità della riforma consiste nella divisione in quattro dipartimenti apicali, quali il Dipartimento per l’amministrazione generale (DiAG) con funzioni trasversali, il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale (DiT), il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e il Dipartimento per le attività culturali (DiAC), con funzioni specifiche. Ogni dipartimento coordina direttamente uffici di livello dirigenziale generale.
Il Dipartimento per l’amministrazione generale è diviso in quattro uffici:
1) Direzione generale Risorse umane e organizzazione;
2) Direzione generale Bilancio, programmazione e monitoraggio;
3) Direzione generale Affari europei e internazionali;
4) Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione. Alle direzioni si aggiunge l’Unità di missione PNRR in funzione fino a dicembre 2026.
A sua volta il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale si articola in tre unità:
1) Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio;
2) Direzione generale Archivi;
3) la Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, oltre la Soprintendenza speciale PNRR operativa fino a dicembre 2026.
Il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale si divide in 15 uffici:
1) Direzione generale Musei;
2) 14 musei e parchi archeologici dotati di autonomia speciale che operano come articolazioni organizzative, nell’ambito del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Infine, il Dipartimento per le attività culturali è strutturato in quattro unità:
1) Direzione generale Spettacolo;
2) Direzione generale Cinema e audiovisivo;
3) Direzione generale Creatività contemporanea;
4) Direzione generale Biblioteche e istituti culturali.
