Capitale e controllo

Dal fondatore Wang a Buffett: ecco i grandi soci del colosso BYD

Gli insider detengono il 30% delle azioni, mentre il 41% è dei risparmiatori. Il numero uno è primo azionista, seguito da due top manager di lungo corso

di Alberto Annicchiarico

(NurPhoto via AFP)

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Chi controlla il colosso emergente dell’auto? L’azionariato di BYD è molto articolato: i primi 25 titolari possiedono il 48,42% delle azioni disponibili, dicono i dati della Borsa di Hong Kong (la società è quotata anche a Shenzhen). Anche se il fondatore e presidente, Wang Chuanfu, patrimonio di 14,9 miliardi di dollari, tiene le redini: è lui il primo azionista con il 17,7% delle azioni, circa mezzo milione, per un valore di 13 miliardi di euro (BYD capitalizza circa 70 miliardi). Il secondo azionista è Lu Xiangyang (8,23%), co-fondatore di BYD. È vicepresidente, ma anche presidente di Youngy Investment Holding Group, maggior azionista istituzionale e terzo in assoluto(5,34%). Infine, altro insider che conta è Xia Zuoquan (2,86%), già vicepresidente e oggi direttore non esecutivo.

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Agli insider appartiene in tutto il 30,4%, pari a oltre 880 milioni di azioni. Il 41,6% (1,2 miliardi) è appannaggio di investitori retail; gli investitori istituzionali hanno il 19,1% (poco più di mezzo milione di azioni); le società private detengono il 5,3% (160mila azioni); altre società quotate il 3,4% (98mila). Tra gli investitori istituzionali spiccano BlackRock, quinto maggiore azionista (2,94%), Vanguard (1,51%), Norges Bank (il fondo sovrano norvegese, il più grande del mondo, ha lo 0,39%). Operano attraverso fondi clean energy o Esg, innovazione, mercati emergenti e sono tutti long.

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Ma il più famoso azionista non cinese è certamente Warren Buffett, con la sua holding Berkshire Hathaway. Una storia iniziata nel 2008, quando Buffett pagò 232 milioni di dollari per 225 milioni di azioni BYD, pari al 25% delle azioni della quotata a Hong Kong e al 9,9% dell’intera società. Ad agosto 2022 Buffett ha annunciato la prima vendita dopo 14 anni trascorsi senza avere mai toccato la posizione. Da allora la discesa da una montagna di 9,5 miliardi di dollari è stata repentina: la partecipazione è stata ridotta a circa 88 milioni di azioni al 25 ottobre 2023, poco più del 3 per cento. Molti si sono domandati come mai un investitore di lunghissimo termine come Buffett - che non lascia Coca-Cola da 30 anni - abbia smontato le posizioni proprio mentre BYD vive una fase di boom commerciale e pianifica l’invasione dell’Europa. Ciò che valeva 1 dollaro quando Berkshire è entrata in BYD, oggi vale 30. Ma probabilmente sulla scelta influiscono anche gli sviluppi geopolitici, con le tensioni tra Stati Uniti e Cina, dalle posizioni sui conflitti in Russia e Medio Oriente, ai microprocessori al destino di Taiwan.

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Gli analisti di Citigroup qualche giorno fa hanno rivisto al ribasso del 23% l’obiettivo di prezzo del colosso di Shenzhen, ritenendo che il crescente livello di competizione in Cina (al momento oltre il 90% del mercato di BYD) possa mettere sotto pressione la crescita sia per quanto riguarda le vendite che sul versante dei margini.

In effetti la performance degli ultimi anni è stata un crescendo, sotto il profilo dei ricavi: +224%, da 127 a 424 miliardi di yuan (54 miliardi di euro), tra il 2019 e il 2022, dieci volte il risultato di 10 anni prima. Nel terzo trimestre 2023 i ricavi hanno toccato quota 162 miliardi di yuan (+38,5% sul 2022). L’utile netto è passato da 1,6 a 16,1 miliardi di yuan (2 miliardi di euro), sempre tra il 2019 e il 2022. E i profitti nel terzo trimestre 2023 sono raddoppiati sul 2022, tra 9 e 11 miliardi.

Marcia trionfale? Alcuni nei ci sono, secondo una analisi del Politecnico di Wenzhou: profittabilità buona ma non ai massimi del settore, scorte piuttosto elevate, copertura dei debiti a breve non eccelsa e rapporto tra asset e passività sbilanciato a favore di queste ultime. Certo si tratta di una società che fa automobili, dunque capital intensive, e che sta investendo e crescendo a colpi di record. Quanto alla Borsa la performance a un anno è -12%, a sei mesi è -26%. La capitalizzazione è lontana dai massimi di luglio 2022. Una delle chiavi del futuro di BYD sarà indubbiamente la capacità di conquistare rapidamente nuovi mercati.

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