Dal lago di Resia al circuito Netflix Il campanile di Curon gira il mondo
La serie originale italiana realizzata lo scorso inverno è disponibile in 190 Paesi
di Nicola Brillo
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Il campanile sommerso nel lago di Resia in Alto Adige campeggia nella locandina di una famosa serie targata Netflix. Tanto suggestiva da attrarre turisti dall’Italia, e anche dall’estero, sulle sponde del bacino alpino artificiale situato a circa 1.500, a pochi chilometri dal confine austriaco.
Tutto questo grazie a “Curon”, la nuova serie originale italiana, realizzata da Indiana Production, disponibile in oltre 190 Paesi. La realizzazione della produzione è stata possibile grazie anche al contributo della Film Fund & Commission di Idm Alto Adige, che ha finanziato l’opera con 350mila euro.
Le riprese di “Curon” si sono svolte principalmente in Alto Adige lo scorso inverno nell’arco di tre mesi. In particolare, la troupe ha allestito il set a Bolzano, soprattutto in Val Venosta tra Curon e Malles, ma anche sul Lago di Caldaro e a San Felice. Gli attori e le maestranze sono per la quasi totalità italiani.
La serie, in sette episodi, è diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci e unisce mistero, leggenda e realtà per dare vita ad un racconto capace di trasportare gli spettatori in un viaggio alla scoperta di se stessi e della propria identità.
Negli anni 50 due laghi naturali vengono uniti per creare una diga che produce elettricità e un intero villaggio di montagna è sommerso dall’acqua. Gli abitanti perdono le loro case e costruiscono un nuovo villaggio vicino al lago. Tutti i vecchi edifici sono sommersi, ad eccezione del campanile della chiesa, costruito nel Trecento. La torre del campanile emerge dal lago, proprio di fronte al nuovo villaggio abitato da un centinaio di persone. Dal suono delle campane si dipanano le storie dell’avvincente serie tv.
