Economia e finanza

Dal Pitti Uomo segnali di ripresa. Crescono del 6% i buyer esteri

Oggi il testimone passa a Milano per quella che Brunello Cucinelli definisce «la più bella settimana della moda maschile al mondo». Le incognite globali non hanno fermato ricerca e qualità

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A poco più di metà percorso sono già quasi 12.800 i compratori registrati a Pitti Uomo, arrivato all’edizione 107 e che si chiuderà oggi a Firenze, passando il testimone alle giornate della moda uomo di Milano, dove agli stand e agli eventi diffusi in città si sostituiscono altri eventi, ma soprattutto sfilate e presentazioni in showroom. Dei quasi 13mila buyer segnalati dalla nota di pre consuntivo diffusa ieri da Pitti Immagine, la società che organizza i saloni fiorentini, 4.700 sono arrivati dall’estero e rispetto all’edizione del gennaio 2024 (la numero 105, alla quale è seguita quella di giugno), sono proprio gli stranieri, in crescita del 6%, a guidare un’edizione che Pitti Immagine definisce «molto positiva», pure se a fronte di presenze italiane stabili (ma i dati definitivi potrebbero riservare sorprese anche su questo fronte, positive, si intende).

I dati sono un’iniezione di (cauto) ottimismo per la moda maschile internazionale e per tutto il sistema del made in Italy: il Pitti Uomo è la più importante fiera al mondo per abbigliamento e accessori maschili e, con Milano, per usare le parole di Brunello Cucinelli, «compone la più bella settimana della moda maschile al mondo». Cucinelli è tra i pochi a partecipare a entrambi gli eventi, con uno stand a Firenze e la tradizionale cena che si tiene la sera prima dell’inaugurazione ufficiale (quest’anno è stata lunedì 13) e una presentazione in showroom a Milano, che si svolgerà oggi, sempre con la collezione autunno-inverno 2025-2026.

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«Avevamo bisogno di una partenza così – ha spiegato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – per uscire da un clima di attesa e di incertezza. La grande parte del merito va, inutile dirlo, agli espositori: primo perché hanno rinnovato la fiducia e l’investimento nel salone; secondo perché hanno portato collezioni di grande qualità produttiva, di ricerca stilistica e con tanti elementi di innovazione. Non ultimo – ha aggiunto Napoleone – mi sembra che molti listini prezzi indichino un equilibrato rapporto tra giusta valorizzazione dei materiali e della manifattura e opportuna sintonia con una certa prudenza espressa dai consumatori» e su questo tema si veda anche l’articolo di Silvia Pieraccini apparso sul Sole 24 Ore di ieri, con i pareri di alcuni importanti espositori e protagonisti, da Andrea Dini di Paul & Shark a Gaetano Marzotto per Hugo Boss.

Tornando ai dati di pre consuntivo, i compratori italiani sono vicini alle 8mila presenze, mentre è ragionevole pensare che al termine della manifestazione (oggi pomeriggio) i buyer dall’estero supereranno le 5mila presenze. I primi Paesi in ordine di affluenza a ieri erano Germania, Spagna, Regno Unito, Olanda, Turchia, Giappone, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Belgio, Russia, Corea del Sud, Cina, Svezia, Canada.

«In giro per i padiglioni e i corridoi ho raccolto molta soddisfazione – ha aggiunto Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine – sia per la quantità e qualità dei buyer sia per la fisionomia del salone stesso, come piattaforma globale per gli scambi e canale insostituibile di comunicazione, soprattutto nella fase centrale della stagione di vendite. E mi piace rimarcare – ha spiegato Poletto – che in tanti si siano espressi in termini di sistema e non solo di singola azienda. C’è un sentimento di solidarietà che raramente ho sentito così forte».

Gli appuntamenti di Pitti Immagine proseguiranno settimana prossima: il 22 e il 23 si svolgerà la centesima edizione di Pitti Bimbo, il salone dedicato alla moda junior, che si tiene anch’esso due volte all’anno, in gennaio e giugno. A seguire, dal 28 al 30 gennaio, l’edizione numero 96 di Pitti Filati, che proietta addirittura nella primavera 2026, con le collezioni della parte a monte della filiera della moda, quella concentrata su filati, in gran parte pregiati, e ricerca tessile.

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