Elettronica

Dal sottoscala al mondo, la corsa vincente di Elemaster

Partita nel 1978 da uno scantinato, l’azienda punta al mezzo miliardo di ricavi grazie agli ordini dei big globali dell’alta tecnologia

di Luca Orlando

Innovazione. L’export vale la metà del business ma la società è fortemente impegnata anche sul mercato italiano

4' min read

4' min read

«L a svolta? Forse alla fine degli anni ’80, quando gli spazi non bastavano più e allora mio padre ha acquistato il primo capannone, a Montevecchia, dove ancora oggi abbiamo una parte della prototipazione». Allora, quella raccontata da Valentina Cogliati, pareva in effetti un fase di passaggio epocale. La trasformazione in attività consolidata di quella che suo padre Gabriele aveva fatto partire come un hobby nel dopo-lavoro: la progettazione di schede elettroniche. Elemaster nasce così, alla fine degli anni ’70, nello scantinato di casa a Merate. Attività avviata per la progettazione, poi estesa alla realizzazione di prototipi, infine alla vera e propria produzione.

«Da lì ci siamo poi spostati nella nuova casa a Montevecchia e mio padre lavorava nel seminterrato, la sera e nel week-end. Ma le aziende del territorio continuavano a piazzare nuovi ordini e a quel punto servivano spazi maggiori e anche altro personale».

Loading...

Pareva in effetti una svolta, anche se difficilmente la famiglia allora avrebbe potuto prevedere la crescita esplosiva successiva. Che ha portato Elemaster, ora basata nel lecchese a Lomagna, a sfiorare il tetto dei 100 milioni di ricavi nel 2010, prima soglia simbolica poi superata di slancio. Da allora i progressi sono stati infatti continui e a tassi crescenti, tanto da portare quello che ormai è un gruppo internazionale consolidato a toccare i 400 milioni di vendite, con prospettive di progressi a doppia cifra anche per l’anno in corso. Commesse legate al core business di Elemaster, tra i maggiori manufacturing service provider dell’elettronica in Europa, impegnata nel design e nella produzione di schede ed apparati elettronici, prodotti realizzati in Italia e nei siti esteri che danno complessivamente lavoro a 1500 persone. Con clienti che spaziano dal mondo medicale al segnalamento ferroviario; dall’aerospazio all’energia, dalla mobilità alla robotica. Alla guida del gruppo c’è ora la seconda generazione, con Valentina Cogliati nel ruolo di presidente e Ceo, il fratello Giovanni come vicepresidente.

«Il passaggio generazionale - spiega l’imprenditrice - era in effetti già pianificato ma lo abbiamo dovuto accelerare per un problema di salute di mio padre. Così, dal 2020 ho dovuto assumere questo nuovo ruolo».

Con risultati eclatanti, a giudicare dai volumi e dall’espansione del business, progressi che neppure il Covid e la crisi della supply-chain nell’elettronica hanno fermato.

«Agli analisti finanziari i magazzini gonfi non piacciono troppo - spiega - ma noi da sempre siamo abituati ad avere scorte robuste, in modo da garantire consegne puntuali. Ridondanza che ci ha aiutato nei momenti più duri, anche se poi abbiamo comunque dovuto lavorare sulla riprogettazione dei prodotti o sulla ricerca di elettronica in canali paralleli. È stata dura ma ad ogni modo l’azienda non si è mai fermata». Risultati non banali (ricavi quadruplicati dal 2010 ad oggi) che hanno attratto l’attenzione di un investitore esterno, il fondo QuattroR, che ha rilevato una quota di minoranza del gruppo iniettando nuove risorse da utilizzare per la crescita. «Il target di quest’anno, mezzo miliardo di ricavi, di fatto è già garantito dal portafoglio ordini già acquisito per 700 milioni ma entro quattro-cinque anni vogliamo arrivare a raddoppiare, per avvicinarci al livello dei nostri competitor e poi guardare alla quotazione in Borsa».

Crescita alimentata da ordini che arrivano da big globali come Leonardo, Hitachi o Esaote ma che avverrà anche per linee esterne attraverso acquisizioni. Con Elemaster impegnata a cercare occasioni in Italia e all’estero su tre fronti: lo sviluppo dell’attività negli Stati Uniti, il rafforzamento nel settore dell’avionica e dell’aerospazio-difesa, il potenziamento dell’attività di design nell’elettronica. «Noi abbiamo già un team di un centinaio di ingegneri - spiega - e numerose assunzioni in arrivo, con posizioni aperte in ogni momento dell’anno. Sappiamo bene però che il reperimento di queste competenze è complicato e quindi l’unico modo per crescere secondo i target che ci siamo dati è quello di rilevare una società di ingegneria e progettazione: il mercato offre numerose opportunità».

Ampliamento necessario per gestire la massa di commesse in arrivo, alcune delle quali di dimensioni rilevanti. Come i 45 milioni ottenuti per il radiotelescopio Ska Observatory, dove il gruppo lecchese si è aggiudicato la fornitura in Australia dei sistemi di elaborazione dei dati del progetto mondiale più ambizioso del settore: grazie ad un insieme di 131mila singole antenne e una superficie ricevente di 400mila metri quadri, Ska Observatory , esaminerà la volta celeste 135 volte più velocemente dei radiotelescopi esistenti, con risoluzione e sensibilità maggiori.

«L’export per noi vale la metà del business - spiega Valentina Cogliati - ma siamo fortemente impegnati anche sul mercato italiano. L’obiettivo è essere presenti nei luoghi dell’innovazione: è il motivo per cui a breve posizioneremo un nostro ufficio nel distretto Mind a Milano. Con le start-up che andranno lì stiamo già lavorando, così come lavoriamo con alcune realtà insediate nel parco tecnologico di ComoNext».

Intanto gli investimenti del gruppo continuano, con 12 milioni impegnati per il 2024, utilizzati in parte per avviare un nuovo sito produttivo da 5mila metri quadri a ridosso del quartier generale del gruppo. Sviluppi dimensionali necessari, tenendo conto che se qualche anno fa il terzo turno di lavoro notturno era una rara eccezione, oggi in Elemaster è praticamente la regola.

IL GRUPPO AI RAGGI X
Il gruppo ai raggi X
L’attività Elemaster è impegnata nei servizi di progettazione e produzione di apparati elettronici, presidiando l’intero ciclo di vita di un prodotto: attività di R&D, industrializzazione e certificazione di apparati elettronici, produzione in house di circuiti stampati e cablaggi, prototipazione rapida e assemblaggio in serie di schede elettroniche, integrazione e collaudo di moduli e prodotti finiti, logistica e assistenza post-vendita

La corsa
Nata nel 1978, l’azienda è arrivata nel 2010 alla soglia dei 100 milioni di ricavi. Da allora la crescita è stata continua, superando i 200 milioni nel 2018 e arrivando a 400 nel 2023, con 1500 addetti. Gli investimenti del gruppo proseguono con l’ampliamento della capacità produttiva e l’acquisto di nuovi macchinari. Possibili, a breve, nuove acquisizioni

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti