Dall’Albania a OpenAI e l’addio: la parabola di Mira Murati, ceo per soli tre giorni
La Chief technology officer e la scelta di lasciare «perché è il momento giusto per farlo»
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I punti chiave
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Nemmeno un anno fa, il 17 novembre 2023, Sam Altman veniva licenziato dal board di OpenAI. A rassicurare i dipendenti, spiazzati da una fredda ufficializzazione interna via mail, fu Mira Murati il pomeriggio stesso. Su un punto in particolare: la relazione con Microsoft, che al tempo aveva già investito 13 miliardi di dollari, non era in discussione.
Fu lei a essere scelta come ceo di transizione, per soli tre giorni. E probabilmente proprio la sua buona relazione con Microsoft, con cui curava i rapporti, ebbe un peso.
La formazione
Mira Murati è entrata in OpenAI nel 2018. E fino a ieri, con l’eccezione di quella supplenza al vertice, è stata Chief technology officer. È nata in Albania 35 anni fa e parla bene l’Italiano. A 16 anni si è trasferita in Canada grazie a una borsa di studio, poi si è spostata negli Stati Uniti per specializzarsi in ingegneria meccanica. Prima di OpenAI, ha lavorato in Tesla.
Ora lascia «perché è il momento giusto per farlo», ha scritto, e «perché voglio creare il tempo e lo spazio per fare le mie esplorazioni».
Inizia un nuovo capitolo a 24 mesi dal giorno che le ha cambiato la vita: la pubblicazione di ChatGpt il 30 novembre 2022. Un nuovo rilascio di un chatbot di intelligenza artificiale generativa che rappresentava solo un passo avanti nel lavoro di ricerca intrapreso da OpenAI, fino alla scoperta, cinque giorni dopo, di aver raggiunto un milione di utenti: mai era successo che un prodotto tecnologico facesse tanto e tanto in fretta.



