Il personaggio

Dall’Albania a OpenAI e l’addio: la parabola di Mira Murati, ceo per soli tre giorni  

La Chief technology officer e la scelta di lasciare «perché è il momento giusto per farlo»

di Luca Salvioli

Mira Murati, OpenAi.

2' min read

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Nemmeno un anno fa, il 17 novembre 2023, Sam Altman veniva licenziato dal board di OpenAI. A rassicurare i dipendenti, spiazzati da una fredda ufficializzazione interna via mail, fu Mira Murati il pomeriggio stesso. Su un punto in particolare: la relazione con Microsoft, che al tempo aveva già investito 13 miliardi di dollari, non era in discussione.

Fu lei a essere scelta come ceo di transizione, per soli tre giorni. E probabilmente proprio la sua buona relazione con Microsoft, con cui curava i rapporti, ebbe un peso.

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La formazione

Mira Murati è entrata in OpenAI nel 2018. E fino a ieri, con l’eccezione di quella supplenza al vertice, è stata Chief technology officer. È nata in Albania 35 anni fa e parla bene l’Italiano. A 16 anni si è trasferita in Canada grazie a una borsa di studio, poi si è spostata negli Stati Uniti per specializzarsi in ingegneria meccanica. Prima di OpenAI, ha lavorato in Tesla.

Ora lascia «perché è il momento giusto per farlo», ha scritto, e «perché voglio creare il tempo e lo spazio per fare le mie esplorazioni».

Inizia un nuovo capitolo a 24 mesi dal giorno che le ha cambiato la vita: la pubblicazione di ChatGpt il 30 novembre 2022. Un nuovo rilascio di un chatbot di intelligenza artificiale generativa che rappresentava solo un passo avanti nel lavoro di ricerca intrapreso da OpenAI, fino alla scoperta, cinque giorni dopo, di aver raggiunto un milione di utenti: mai era successo che un prodotto tecnologico facesse tanto e tanto in fretta.

L’anima commerciale e le divisioni

Lì l’anima commerciale dell’azienda si è imposta. E lì sono iniziate le fortune ma anche i tumulti, con due anime aziendali difficili da tenere insieme, tra ricerca e profitti, fino ai recenti piani di diventare ufficialmente profit. E alle celebri uscite nel top management.

Da che parte stava Murati? Secondo alcune indiscrezioni, da lei smentite, era tra quelli che si lamentarono della leadership di Altman con il board. Spesso compariva sul palco con lui. Non aveva grande confidenza con le interviste. Una volta disse che probabilmente «alcuni lavori creativi spariranno, ma forse non sarebbero mai dovuti esistere» perché producono contenuti non di «altissima qualità». Un’altra volta ha balbettato con Joanna Stern del Wsj, dando l’impressione che non sapesse su quali dati si addestrasse Sora, un generatore di video Ai. Sarà il suo prossimo passo a dirci perché ha lasciato OpenAI, si unirà a una delle startup milionarie fondate da ex manager o ne farà una sua?

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