Dalla scuola al trasporto pubblico locale, alle ferrovie: ecco chi si ferma
In arrivo una raffica di scioperi indetti dai sindacati di base e dagli autonomi concentrati nella stessa giornata, con inizio per la manutenzione ferroviaria dalla sera di giovedì 9 gennaio
3' min read
I punti chiave
3' min read
Venerdì 10 gennaio rischia di essere una giornata di passione: una raffica di scioperi indetti dai sindacati di base e dagli autonomi coinvolge autobs, metro e tram, personale della manutenzione ferroviaria, ma anche la scuola. La stessa giornata sono n programma proteste locali del personale aeroportuale.
Lo stop del 9 di Rfi e la richiesta di revoca dei Garanti per lo sciopero del 10
Il 9 gennaio dalle ore 21 Cub trasporti ha indetto una protesta nazionale di 24 ore del personale della società Rfi addetto alla manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria con inizio alle 21 di sera per protestare, tra le altre ragioni, per il mancato rinnovo del contratto delle attività ferroviarie.
Il 10 gennaio sono previsti altri due scioperi di 24 ore, sempre del personale Rfi degli impianti, manutenzione, infrastrutture indetti dai Cobas e dall’Assemblea nazionale lavoratori manutenzione infrastruttura. La Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero ha deliberato il 19 dicembre la richiesta di revocare le due proteste del 10 gennaio, essendo stato violato il principio della rarefazione oggettiva, secondo cui deve trascorrere un intervallo di almeno un giorno tra lo svolgimento di due proteste che incidono sullo steso bacino d’utenza. Risulta infatti già proclamato lo sciopero del personale Rfi di Firenze indetto per il 12 gennaio (dalle 9 alle 16,59) da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Uglferrovieri, Fast Confsal e Orsa.
Ancora lo sciopero del 10 non è stato revocato, perché le due sigle sostengono che si tratta di scioperi che non interferiscono con il servizio passeggeri. In caso di mancata ottemperanza alla richiesta dei Garanti, le due sigle rischiano di vedersi comminare una multa. In base alla legge 146 del 1990, per evitare l’effetto annuncio (scioperi indetti e revocati all’ultimo che provocano ugualmente disagi) le due sigle avrebbero dovuto revocare l’agitazione entro 5 giorni dall’avvenuta ricezione della delibera. Se verrà confermata la protesta, i Garanti apriranno un procedimento di valutazione del comportamento con la eventuale conseguente irrogazione delle sanzioni previste, entro una forbice che va da 2.500 a 100mila euro per ciascuna organizzazione, secondo la gravità dello sciopero e le conseguenze che ha comportato.
Le agitazioni sindacali non riguardano Trenitalia, ma gli addetti della manutenzione di Rfi, dunque non si attendono impatti sulla circolazione ferroviaria.

