Dalla strada all’oceano: 3 indizi che spiegano il salto generazionale
In un mondo in profonda e continua trasformazione, qualche riflessione utile per manager e navigatori del terzo millennio
di Emmanuele Margiotta *
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Negli ultimi anni è diventato impossibile tracciare dei veri confini generazionali, è tuttavia opportuno confrontarsi su questo viaggio liquido che stiamo facendo in una fase storica eccezionale, ricca di cambiamenti epocali nella gestione della nostra quotidianità. Dai mass media alla convergenza multimediale. Dal Carosello all’apologia dello smartphone, dall’analogico al digitale. Decenni rivoluzionari, nei quali a guardarsi indietro non si vede nemmeno più la riva che abbiamo lasciato salpando. Ricordo quasi come un sogno lucido le prime prove tecniche di connessione, con un modem a 56k, i giochi programmati in basic e la tesi di laurea scritta su Word. Ah! vero, Word c'è ancora. E non è migliorato. Va bene, accettiamo l’ipotesi che ci siano cose immutabili. Per tutto il resto però si può riassumere questo grande viaggio come un passaggio epocale: dalla traiettoria alla rete.
L’essere umano è abituato infatti a pensare la vita come una sequenza di traiettorie lineari, scelte, una concatenazione di rapporti causa effetto. In cui la maggior parte, se non tutte, le variabili, sono note. Pensate alle sequenze storiche: il percorso di studi, la carriera, la crescita professionale, i rapporti di coppia. Linee dritte e sicure che si stagliano verso l’orizzonte come piacevoli autostrade, nelle quali la cosa migliore da fare è guardare fiduciosi verso un futuro roseo.
Bei tempi. Parlatene con un adolescente. Il suo scenario appare più facilmente come quello di un surfista in mezzo all’oceano. Dove c’era la strada c’è l'acqua. Dove c’era un solido percorso, appare un liquido flusso dinamico di scelte, possibilità, divertimento anche, onde da cavalcare, possibili annegamenti e previsioni del tempo su venti e mari mossi, che non ci azzeccano mai.
Se è vero che tre indizi fanno una prova, quali sono gli indizi di questo viaggio/salto generazionale? Ognuno di noi può trovarli sparsi nel tempo e magari nascosti, come gemme, negli ultimi decenni della propria vita. Ho provato a raccogliere i miei.
1) Peer to peer. San Diego, California. Ero ospite in casa di amici, festeggiavo la laurea con la fiducia e la spocchia di chi da lì a breve avrebbe conquistato il mondo. Ai tempi sentivo di essere proprio su quella traiettoria consolidata: sacrificio, studio, laurea con ottimi voti, lavoro ben pagato. Cosa poteva andare storto? Questo: era l’estate del 2001. Qualche giorno dopo, l’attentato alle Due Torri di New York avrebbe sconvolto il mondo. Ma erano anche gli ultimi giorni di Napster e l’inizio di un fenomeno con il quale ancora oggi facciamo i conti: il peer to peer, ovvero il poter aver accesso a contenuti senza la mediazione di enti, istituzioni, intermediari vari.

