Sprint sui vaccini, riaperture, recovery plan: fine mese di fuoco per Draghi
I temi in agenda nei prossimi 19 giorni sono complessi e strategici: un banco di prova per la tenuta della maggioranza. Il mezzo milione di vaccinazioni al giorno promesso per fine aprile si conferma irraggiungibile - anche per l'insufficienza di dosi - e così il commissario Francesco Figliuolo ha ridimensionato l'obiettivo a 315 mila ogni 24 ore tra il 15 e il 22 aprile
di Andrea Carli
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I punti chiave
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Per il governo Draghi si preannuncia un fine aprile “di fuoco”, certamente strategico. Dalla totale copertura degli over 80 al binomio nuovo scostamento di bilancio - ennesimo decreto Sostegni alla chiusura del Recovery plan, fino alle riaperture: gli appuntamenti in agenda nei prossimi 19 giorni non sono certamente dei più semplici. Saranno un banco di prova per la tenuta della maggioranza.
CAMPAGNA VACCINALE
Passano da 500mila a 315mila le somministrazioni al giorno entro fine aprile
Dopo aver chiarito in un’ordinanza che ora la campagna vaccinale contro i contagi coronavirus dovrà concentrarsi su persone anziane e fragili, il commissario all'emergenza, Francesco Paolo Figliuolo in un primo momento ha confermato che «il target non cambia, quindi dobbiamo arrivare a 500.000 dosi a fine mese». Poi una nota emessa lunedì 12 aprile ha chiarito che «per la settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2200 punti vaccinali attivi in tutta Italia». Figliuolo ha dunque ridimensionato l'obiettivo del mezzo milione di vaccinazioni al giorno promesso per fine aprile, in quanto irraggiungibile.
Le Regioni: pronte allo sprint, ma mancano i vaccini
A mettere in evidenza che le 500mila somministrazioni al giorno «per ora restano un miraggio» è stata anche la Fondazione Gimbe, nell’ultimo report. La Fondazione ha poi aggiunto che «per il piano Figliuolo la prova del fuoco di aprile resa ancora più ardua dall'affaire AstraZeneca». Le Regioni si dicono pronte allo sprint, ma allo stesso tempo mettono in evidenza che per quanti hub possano predisporre, se non arrivano i vaccini si può fare poco.
Johnson&Johnson rinvia le consegne di vaccini in Europa
Un elemento che potrebbe rallentare il ritmo delle vaccinazioni è la decisione di Johnson&Johnson di ritardare le consegne dei suoi vaccini in Europa. Una scelta che è scaturita dopo l'indicazione delle autorità federali statunitensi: hanno raccomandato di sospendere in via precauzionale il vaccino Usa a seguito di 6 casi di trombosi registrati in donne dopo l'iniezione-scudo .

