Palantir e i fondi scardinano la Difesa. Serve un modello di mercato alternativo
di Claudio Antonelli
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Un primo faccia a faccia tra governo e parti sociali, sindacati e rappresentanti delle aziende, con sullo sfondo la legge di Bilancio 2023. L’incontro si terrà nel pomeriggio, a partire dalle 14:00, nella sede romana del ministero del Lavoro. “Padrona di casa”, la neo ministra Marina Calderone. Se da una parte quello che si delinea è un primo giro di tavolo a pochi giorni dalla nascita del nuovo esecutivo, dall’altra l’incontro precederà la riunione del Consiglio dei ministri, dalla quale uscirà un aggiornamento del quadro programmatico della Nadef, step importante verso la manovra, da chiudere entro il 30 novembre.
L’obiettivo è ascoltare le posizioni e le richieste, per poi fare una sintesi e mettere sul tavolo le proposte. Un confronto ritenuto essenziale non solo sui temi del lavoro e delle pensioni ma in generale sulle emergenze economiche e sociali su cui i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri hanno chiesto un incontro direttamente alla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.
Sul tavolo dell’incontro al ministero del Lavoro ci sarà un pacchetto di temi: dal taglio del cuneo fiscale contributivo alle nuove regole sulle pensioni, dal rafforzamento dei premi di produttività alle modifiche al reddito di cittadinanza, dalla sicurezza sul lavoro a un’attenuazione dei vincoli previsti dal Decreto Trasparenza . Sullo sfondo del confronto, la consapevolezza che tutti i dossier richiedono risorse, e quindi un confronto con il ministero dell’Economia, in un contesto di coperta sempre più corta. I sindacati hanno già detto che non si accontenteranno di un dialogo: vogliono una vera trattativa.
Un primo tema è quello del costo del lavoro. Nel discorso che ha effettuato davanti alle Camere, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato la strada che intende percorrere: arrivare, gradualmente, a una sforbiciata di almeno cinque punti. «Serve uno shock da 16 miliardi che significa dare 1.200 euro in più a lavoratore, strutturali e questo bisogna fare», ha sottolineato il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.
La partita sulle pensioni passa attraverso le risorse che verranno stanziate in legge di Bilancio e dall’impatto che ogni ipotesi di intervento - da Quota 41 con o senza soglia di età a Opzione donna - ha sulle platee e quindi sui costi. L’obiettivo dell’esecutivo è evitare il ritorno dal 1° gennaio della legge Fornero in forma integrale una volta conclusa a fine dicembre l'esperienza di Quota 102, che garantisce l'uscita con almeno 64 anni d'età e 38 di contribuzione.