Dal reddito di emergenza al bonus baby sitting, la corsa dei sostegni per le famiglie in difficoltà
L'Inps ha pubblicato la circolare con le istruzioni per ottenere i sussidi: per il congedo baby sitting richieste a quota 161mila
di An.C.
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L’emergenza sanitaria Coronavirus continua a mettere in difficoltà le famiglie. Le misure restrittive adottate per contenere i contagi e l’esigenza di far fronte alle situazioni di didattica a distanza che hanno interessato e interessano i figli studenti, hanno spinto tanti a puntare sui sostegni messi in campo in questi mesi di lotta alla pandemia. Dal reddito di emergenza al bonus baby sitting, l’accelerazione è stata evidente.
Reddito di emergenza: in otto giorni oltre 390mila richieste
In appena otto giorni dall'avvio delle domande per il Reddito di emergenza (il 7 aprile) sono arrivate all'Inps oltre 390.000 richieste, ma per chiedere le ulteriori tre mensilità previste dal decreto Sostegni ci sarà tempo fino al 30 aprile. L'Istituto ha pubblicato la circolare con le istruzioni per ottenere il sussidio da parte delle famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza da Covid-19 chiarendo quali sono i requisiti di residenza, economici e patrimoniali per ottenere le mensilità previste per marzo, aprile e maggio. Il sussidio è pari a 400 euro per ogni mensilità prevista nel caso di unico componente, importo aumentato secondo una scala di equivalenza di 0,4 per ogni maggiorenne del nucleo familiare e di 0,2 per ogni minore fino a un massimo di 2 (800 euro) a meno che non ci siano disabili. In quel caso la scala di equivalenza arriva a 2,1 con 840 euro.
Per bonus baby sitting 161.000 domande
Un analogo interesse è emerso nei confronti del bonus baby sitting. Sono già arrivate 161.000 domande per il congedo baby sitter previsto dal decreto di marzo per la prevenzione del contagio per figli minori di 14 anni in Dad o quarantena. Il bonus che può arrivare fino a 100 euro a settimana non si può chiedere se si è già in congedo Covid o in smart working o sospesi dal lavoro come ad esempio nel caso della cassa integrazione. Si può invece chiedere il bonus baby sitter se si è in ferie, in congedo di maternità e anche in congedo parentale non Covid (quest'ultimo infatti è indennizzato al 50%).

