Dalle società di capitale 500 milioni di fatturato
Osservatorio mira
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Quella del design è un’economia non trascurabile sia in termini di eccellenze produttive e servizi generati sia in termini di apporto “quantitativo” rispetto all’occupazione e al fatturato prodotto a livello regionale, nazionale ed europeo: l’Italia si colloca infatti al primo posto tra i Paesi Europei e Torino in seconda posizione tra le province italiane per numero di occupati operanti nel settore.
Sebbene i progettisti freelance rappresentino la forma giuridica prevalente in tutto il Piemonte, per comprendere al meglio il valore economico del settore in termini di fatturato e di occupazione, è utile far riferimento alle società di capitali i cui dati, più precisi rispetto a quelli disponibili per le altre forme societarie e per i freelance, possono delineare un quadro più dettagliato circa l’apporto concreto del comparto all’interno del sistema economico regionale.
Torino, rispetto alle altre province piemontesi, riveste un ruolo di rilievo in quanto è la sola ad annoverare la presenza di medie e grandi imprese che generano l’85% del fatturato delle società piemontesi, contribuendo complessivamente al 92% del fatturato totale dell’intero settore. A titolo esemplificativo, tra i grandi nomi del design torinese che concorrono in maniera determinante alla ricchezza produttiva del comparto, non possiamo non menzionare Italdesign e Pininfarina afferenti all’ambito del Transportation e Product Design e Leo Burnett società di Communication and Multimedia.
Nella classifica del fatturato segue Novara che, pur registrando un peso occupazionale inferiore a Torino ed Alessandria, genera con le sue società di capitali un volume d’affari pari a quasi il 60% di quello totale della provincia con specializzazioni prevalenti nello Spaces, Communication and Multimedia e Product Design.
Alessandria si colloca al terzo posto per fatturato prodotto all’interno di una compagine produttiva caratterizzata per lo più dalla compresenza di micro, piccole e medie imprese che cooperano in una logica semi-distrettuale per lo più nel campo della moda e del gioiello; segue Cuneo, quarta provincia per fatturato e peso occupazionale, che si distingue per un’offerta ibrida che interessa diversi campi, dalla comunicazione al design industriale legato a diversi comparti, tra cui in primis il settore della meccanica e dell’agri-food.

