Smart working, viaggi, ristoranti: cosa può accadere nel prossimo mese
Qualche elemento di dettaglio è atteso dall’incontro tra Governo e Regioni. Da Nord a Sud, continuano le proteste di ristoratori, commercianti e ambulanti
di Andrea Carli
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I punti chiave
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Un quadro completo di quello che accadrà da qui a un mese non è facile da delineare. Fonti di governo hanno chiarito che è sulla base dei dati dei contagi Coronavirus e solo su quella che verrà valutata qualsiasi decisione inerente le misure e i tempi necessari per allentare la stretta. In altri termini: saranno i dati epidemiologici a determinare gli scenari futuri. Con un occhio all’andamento della campagna vaccinale che tra tagli nelle forniture delle dosi e nuove indicazioni operative - l’ultima quella dell’Agenzia europea del farmaco su AstraZeneca - punta comunque a raggiungere entro fine mese il target delle 500mila somministrazioni al giorno.
Ma ogni giorno, in questa quotidiana partita a mantenere sotto controllo i contagi coronavirus e ad accelerare nella campagna di vaccinazione, registra qualche elemento in più, un tassello che potrà aiutare a delineare lo scenario della ripartenza, dai viaggi ai ristoranti. Anche perché il pressing per riaprire cresce: dopo la manifestazione martedì davanti al Parlamento, anche ieri sono proseguite da Nord a Sud le proteste di ristoratori, commercianti e ambulanti.
Draghi, voglio riaprire ma in sicurezza
Qualche tassello in più potrebbe arrivare già nelle prossime ore. La questione riaperture, con Forza Italia che insiste per un tagliando a metà mese, è finita sul tavolo della riunione della conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni-Province, che si è svolta nel pomeriggio. Al termine Draghi è intervenuto in conferenza stampa. «Non ho una data per le riaperture - ha chiarito il presidente del Consiglio -, dipende da contagi e vaccinazioni». «Ho visto Salvini e le Regioni, Anci, poi anche Bersani - ha aggiunto -. C'è un equlibrio. Normale chiedere aperture: la migliore forme di sostegno all'economia sono le aperture, ne sono consapevole. Naturalmente condannare la violenza ma capisco la disperazione a l'alienazione di chi protesta. Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza». «Penso - ha poi aggiunto - a un piano di riapertura delle fiere e degli eventi: è il miglior messaggio di fiducia al paese. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane».
Nel pacchetto che i governatori leghisti stanno perfezionando in queste ore rientrano ristoranti aperti anche a cena nelle regioni con dati da zona gialla e fino alle 18 in quelle arancioni, a patto di avere tavoli distanziati, cinema e teatri con ingressi contingentati. Sugli spettacoli sta lavorando il ministro dei beni Culturali Dario Franceschini, che ha chiesto un incontro al Comitato tecnico scientifico per sottoporre agli esperti il nuovo protocollo per gli show dal vivo: più spettatori rispetto all'estate scorsa (200 al chiuso e mille all'aperto), tampone negativo per accedere e mascherina Ffp2.
Nessuna novità prima del monitoraggio del 16 aprile
Al momento non è stata convocata la cabina di regia politica nella quale potrebbe essere affrontata la questione. E nulla cambierà almeno fino al monitoraggio del 16 aprile.

