Dazi Ue sui fertilizzanti russi: prezzi a rischio impennata
Dal 1° luglio dovrebbe scattare la nuova tassazione del 100% decisa dalla Commissione europea. Le proteste delle associazioni degli agricoltori: aumenterà l’inflazione
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Grande preoccupazione tra gli agricoltori europei sul fronte dazi e tariffe doganali. Ma non solo quelli annunciati dal Presidente Trump e che rischiano di abbattere l’export agroalimentare europeo verso gli Stati Uniti, a creare grande apprensione sono anche quelli allo studio di Bruxelles e contro gli acquisti di fertilizzanti da Russia e Bielorussia.
La Commissione Europea e il Consiglio dell’Ue, negli ultimi giorni, hanno compiuto progressi nell’adozione del regolamento che punta a introdurre, a partire dal 1 luglio prossimo, dazi del 100% sui fertilizzanti provenienti da Russia e Bielorussia.
Questo passo è motivato dal desiderio di ridurre la dipendenza dalle importazioni russe e sostenere i produttori europei di fertilizzanti. Il 14 marzo, il comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) per il commercio ha approvato il testo del regolamento senza modifiche sostanziali.
La decisione ha suscitato forti proteste da parte degli agricoltori europei, poiché porterà inevitabilmente a un aumento dei prezzi dei fertilizzanti determinando un incremento dei costi di produzione che minaccia la redditività del settore agricolo.
L’associazione agricola europea Copa-Cogeca (che riunisce le organizzazioni agricole e delle cooperative Ue), insieme alle associazioni di agricoltori di Francia, Italia e Spagna, ha fortemente criticato l’aumento dei dazi sui fertilizzanti. Una decisione – hanno commentato dal Copa-Cogeca che «ignora completamente le preoccupazioni e le proposte del settore agricolo».


