Agricoltura

Dazi Ue sui fertilizzanti russi: prezzi a rischio impennata

Dal 1° luglio dovrebbe scattare la nuova tassazione del 100% decisa dalla Commissione europea. Le proteste delle associazioni degli agricoltori: aumenterà l’inflazione

di Giorgio dell'Orefice

(Adobe Stock)

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Grande preoccupazione tra gli agricoltori europei sul fronte dazi e tariffe doganali. Ma non solo quelli annunciati dal Presidente Trump e che rischiano di abbattere l’export agroalimentare europeo verso gli Stati Uniti, a creare grande apprensione sono anche quelli allo studio di Bruxelles e contro gli acquisti di fertilizzanti da Russia e Bielorussia.

La Commissione Europea e il Consiglio dell’Ue, negli ultimi giorni, hanno compiuto progressi nell’adozione del regolamento che punta a introdurre, a partire dal 1 luglio prossimo, dazi del 100% sui fertilizzanti provenienti da Russia e Bielorussia. 

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Questo passo è motivato dal desiderio di ridurre la dipendenza dalle importazioni russe e sostenere i produttori europei di fertilizzanti. Il 14 marzo, il comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) per il commercio ha approvato il testo del regolamento senza modifiche sostanziali.

La decisione ha suscitato forti proteste da parte degli agricoltori europei, poiché porterà inevitabilmente a un aumento dei prezzi dei fertilizzanti determinando un incremento dei costi di produzione che minaccia la redditività del settore agricolo.

L’associazione agricola europea Copa-Cogeca (che riunisce le organizzazioni agricole e delle cooperative Ue), insieme alle associazioni di agricoltori di Francia, Italia e Spagna, ha fortemente criticato l’aumento dei dazi sui fertilizzanti. Una decisione – hanno commentato dal Copa-Cogeca che «ignora completamente le preoccupazioni e le proposte del settore agricolo».

Le organizzazioni lamentano, in particolare, che nel processo di discussione della regolamentazione, non sono state prese in considerazione le opinioni degli agricoltori dei principali paesi agricoli dell’Ue, come Francia, Germania, Italia e Spagna.

«Nel formulare la propria posizione – ribadiscono al Copa-Cogeca - la Commissione parlamentare per il commercio internazionale del Parlamento Europeo (Inta) ha consultato solo le associazioni di agricoltori di un solo paese dell’Ue: la Lettonia, che occupa il 14esimo posto per dimensione del settore agricolo tra i paesi membri e che nel 2024 ha rappresentato solo circa l’1,5% del raccolto europeo. Mentre invece nel corso delle audizioni grande spazio è stato dato ai principali produttori europei di fertilizzanti tra cui la norvegese Yara e l’associazione paneuropea Fertilizers Europe, che sono – in prospettiva - le uniche beneficiarie del dazio su Russia e Bielorussia».

Altra critica ribadita dagli agricoltori ha riguardato la decisione di Bruxelles non condurre una valutazione dell’impatto dell’aumento dei dazi (impact assessment), nonostante sia considerata una best practice raccomandata. «Al contrario – dicono ancora dal Copa-Cogeca - la Commissione Europea sta cercando di introdurre i dazi il più rapidamente possibile, già dal 1° luglio, ignorando i rischi evidenti. Secondo le nostre stime l’introduzione di nuovi dazi aggraverà ulteriormente la situazione finanziaria dell’agricoltura Ue: con un dazio del 100% il costo dei fertilizzanti aumenterà di 40-45 euro per tonnellata».

Secondo gli agricoltori Ue l’aumento del costo dei fertilizzanti porterà poi a un incremento dei prezzi dei prodotti alimentari nell’Ue con prevedibili effetti a cascata sui consumatori. «Ma soprattutto – concludono al Copa Cogeca - l’introduzione dei dazi potrebbe portare a fallimenti di massa delle aziende agricole, in particolare delle piccole e medie imprese. Ciò minaccia una riduzione dei posti di lavoro nel settore agricolo. La Commissione Europea – concludono - non ha ancora proposto misure compensative per mitigare le conseguenze della regolamentazione. Le associazioni di agricoltori chiedono azioni concrete per proteggere i produttori agricoli, tra cui compensazioni finanziarie e, soprattutto, un meccanismo chiaro per la revoca dei dazi in caso di un’impennata dei prezzi dei fertilizzanti».

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