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Dazn: nuovi prezzi e riorganizzazione interna per la serie A. Cosa cambia?

Dazn annuncia nuovi prezzi e riorganizzazione interna per la Serie A. Scopri le novità e le conseguenze per gli abbonati.

di Andrea Biondi

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«L’Italia è un Paese centrale nella strategia di Dazn. Grazie a risultati solidi sta dando un contributo fondamentale alla crescita globale del gruppo». Il quale, peraltro, «nel 2024 raggiungerà la profittabilità».

Shay Segev, ceo di Dazn Group, era presente mercoledì 17 luglio alla presentazione della nuova stagione della piattaforma. E il suo, in fondo, era un annuncio non del tutto immaginabile visto che nel 2022, ultimo anno disponibile con i numeri emersi dal bilancio depositato in Uk, Dazn ha chiuso i conti con una perdita sopra al miliardo (1,14 miliardi di euro). Certo, rosso inferiore del 46% rispetto ai 2,13 miliardi di euro circa persi nel 2021, ma anche fatturato cresciuto del 41% a quota 2,2 miliardi di dollari (circa due miliardi di euro). Si trattava del 2022. Ora già dall’ultimo trimestre del 2024 è attesa la profittabilità, «a otto anni dalla nostra nascita» ha confermato il ceo.

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La nota di Fnsi e Alg sugli esuberi dei giornalisti

In quelle stesse ore veniva diffusa la nota della Fnsi e Alg, solidali con il comitato di redazione di Dazn che scriveva questo: «Dazn lancia oggi il nuovo ciclo di diritti televisivi della Serie A. Allo stesso tempo, però, l’azienda prosegue nella sua iniziativa, annunciata a fine maggio, di liberarsi di 14 dei 32 giornalisti presenti in azienda. È stato aperto un tavolo sindacale per cercare di gestire la questione nel modo meno traumatico possibile e il ceo, Stefano Azzi, ha dichiarato ai media che Dazn non ricorrerà allo strumento dei licenziamenti. La redazione giornalistica, tuttavia, non ritiene la decisione di rinunciare a 14 giornalisti compatibile con il nuovo piano editoriale di Dazn».

La piattaforma, che ha come azionista di riferimento il magnate Len Blavatnik con la sua Access Industries, si avvia su questo doppio binario all’avvio della nuova stagione di Serie A, la prima del nuovo ciclo quinquennale che vedrà, come nel precedente ciclo triennale appena concluso, Dazn come pivot del massimo campionato. Dazn trasmetterà tutte le 10 partite del campionato, ogni settimana. Sky ne trasmetterà 3 a settimana in co-esclusiva.

Investimento di 700 milioni annui per la Serie A

L’investimento necessario per Dazn per assicurarsi i diritti è stato di 700 milioni l’anno (con in più un meccanismo di revenue sharing con la Lega Serie A al superamento di determinate soglie di abbonamenti). E in questa occasione non ci sono stati neanche i poco più di 390 milioni che Tim aveva messo sul piatto.

Uno sforzo importante, ma necessario per Dazn dopo che Sky si era assicurata i diritti delle coppe europee per il triennio al via dopo l’estate. Per Dazn, all’inizio identificata come la Netflix dello sport – per evidenziare il modello prevalente in streaming - non avere la Serie A probabilmente avrebbe significato sostanzialmente uscire dal mercato italiano.

Così non è stato. E la piattaforma guidata in Italia da Stefano Azzi si prepara alla nuova stagione in cui ha deciso anche di procedere a razionalizzazioni con una strategia focalizzata sulla promozione delle partite con una nuova logica orientata al live, un nuovo studio virtuale e con un diverso uso dello stadio con conseguente minor utilizzo di bordocampisti. Anche da qui deriva la trattativa sindacale avviata.

Fino a 70 euro per la Serie A

La stagione si prepara al via anche con i ritocchi al listino, già ufficializzati in gran parte a gennaio. In questi giorni stanno arrivando comunicazioni relativo all’aumento dei piani mensili (mese per mese, senza vincoli). E, in questo caso, per la Serie A il prezzo massimo arriva a essere di 69,99 euro al mese. Questo se si sceglie il piano Dazn Plus: quello che permette la visione in contemporanea di due dispositivi anche su linee internet diverse. Ma c’è anche modo di gestirsi con le varie offerte e pagare importi inferiori. E, per esempio per il piano Standard con pagamento annuale anticipato ha lo stesso costo del 2021.

Il piano Start

Entrando nel merito dei listini, il piano meno costoso – ma che non ha all’interno della sua offerta la Serie A - è quello “Start”. Per il nuovo piano annuale con pagamento dilazionato in 12 rate a gennaio è stato comunicato il passaggio da un costo mensile di 9,99 euro a 11,99 euro al mese (+20%). Alla fine si pagheranno 24 euro in più all’anno: da 120 a 144 euro. Chi invece vuole mantenere la flessibilità di disdire con 30 giorni di preavviso il costo mensile è di 14,99 euro. Il piano Annuale per Dazn Start costa, con pagamento in un’unica soluzione, 99,99 euro.

Il piano Standard

Il piano Standard, si legge nello stesso sito Dazn è «il più venduto». È quello che permette di vedere la Serie A, la Liga e tutta l’ offerta sportiva di Dazn (incluso basket e volley) su due dispositivi usando la stessa linea internet. Il piano annuale dilazionato, con permanenza minima di 12 mesi, prevede 12 rate mensili da 34,99 euro al mese, rispetto al precedente costo di 30,99 euro pari a 420 euro annui. Possibile anche il piano annuale con pagamento anticipato in un’unica soluzione, che costa 359 euro pari a 29,99 euro mensili. Chi invece vuole mantenere la flessibilità di disdire con 30 giorni di preavviso il costo mensile è di 44,99 euro (rispetto ai 40,99 euro comunicati ancora nel listino di gennaio).

Il piano Plus

Il nuovo Plus è quello che permette la visione in contemporanea di due dispositivi anche su linee internet diverse. Un piano che ha un prezzo maggiore frutto della scelta fatta a suo tempo per intervenire sulle distorsioni della cosiddetta “concurrency”. In questo caso il pagamento in un’unica soluzione a gennaio è passato a 539 euro (44,92 euro al mese, in pratica è come se si trattasse di 22,46 euro per singolo accesso a rete differente), con piano annuale con pagamento in 12 rate mensili a 49,99 euro al mese (24,99 euro per singolo accesso a rete differente). Il piano mensile con la flessibilità di disdire con 30 giorni di preavviso invece è disponibile a 69,99 euro al mese (34,99 euro per singolo accesso a rete differente) in aumento rispetto ai 59,99 previsti fino a gennaio per i nuovi clienti.

Su Tivùsat

Una novità è anche l’estensione dell’accordo con Tivùsat. Tutte le 10 partite della settimana si potranno seguire su Tivusat con un abbonamento a Dazn. Si potrà seguire il campionato tramite il satellite da ogni parte d’Italia, anche nelle zone (come le comunità montane o le isole) dove internet e il digitale terrestre hanno difficoltà ad arrivare

Righetti: «All’estero abbonamenti più costosi»

I ritocchi ai listini portano con loro, inevitabilmente, i mugugni, quando non proprio proteste dei consumatori. Ecco però cosa ha detto qualche giorno fa Romano Righetti, general counsel di Dazn Italia, durante un’audizione in commissione al Senato: «Portiamo avanti un lavoro di graduale innalzamento. In un’ottica di confronto con i principali campionati d’Europa, non solo Inghilterra, ma anche Spagna, Germania e Francia, questi Paesi hanno abbonamenti di molto superiori a livello di costo rispetto all’Italia. Nel Regno Unito il costo medio è di 90 euro al mese, in Grecia addirittura tra i 47 e i 50 euro al mese con un numero partite limitato e un solo accesso allo streaming».

La lotta alla pirateria

In un’ottica di sistema la grande incognita (in questo caso positiva) è legata alla lotta alla pirateria audiovisiva. Che proprio lo scorso anno ha avuto una svolta con la nuova legge 93/2023 entrata in vigore a inizio agosto che dà ad Agcom poteri di intervento per oscurare i siti in 30 minuti dalla segnalazione degli aventi diritto. La piattaforma – che era stata messa a disposizione gratuitamente dalla Lega Serie A all’Autorità – è al lavoro.

Calcio, diritti tv Serie A a Dazn e Sky

«Una ricerca di Fapav - ha aggiunto Righetti - indica che circa 280 milioni di euro a stagione sono sottratti alla visione legale del campionato di Serie A, con clienti che utilizzano servizi illeciti intorno ai 2-3 milioni». Quindi «un’azione forte sulla pirateria porterebbe un beneficio all’erario ma anche per il circolo virtuoso del calcio italiano, che avrebbe più risorse derivanti dai diritti tv. Più efficace sarà la lotta alla pirateria, più risorse un broadcaster come noi può riservare al calcio italiano».

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