De Conto: «Il 70% dei soci Prysmian è stabile. Ora serve crescita sostenibile»
Intervista al presidente del gruppo della Bicocca, che rinnova il board e l'organizzazione interna
di Matteo Meneghello
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Archiviato con successo il capitolo relativo all’integrazione di General Cable, per Prysmian si apre un’era «new normal», da declinare però con colori diversi rispetto al passato. Perchè, dichiara la stessa azienda, lo chiedono le best practices di mercato, e perché anche Prysmian è oggi una realtà nuova, sia per dimensioni che per baricentro, con una base azionaria sempre più orientata alla sostenibilità. Il presidente del gigante dei cavi della Bicocca, Claudio De Conto, le stagioni di Prysmian le ha passate tutte, dai tempi di Pirelli all’acquisizione dell’olandese Draka (il primo balzo dimensionale rilevante), fino all’operazione in Usa con General Cable, varata alla fine del 2017. Ora lo sguardo è rivolto al’assemblea del 28 aprile, che dovrebbe varare un board rinnovato e una nuova organizzazione.
Questa volta il salto riguarda la dimensione interna più che quella esterna. Si è parlato di adeguamento alle best practices internazionali. Cosa significa in concreto?
Il messaggio che vogliamo dare è ampio, e riguarda sia l’organizzazione manageriale che il ruolo stesso del board. Per quanto riguarda l’organizzazione, al completamento dell’integrazione di General Cable si è deciso di rifocalizzare il ruolo del ceo primariamente sullo sviluppo strategico e sul coordinamento delle divisioni di business e di rafforzare la posizione del coo a riporto diretto del ceo. Massimo Battaini, tra i manager con le migliori performance in Prysmian, già membro del board, acquisisce la responsabilità gestionale dellle società operative. Con questa nuova struttura, allineata alla best practice di mercato, il ceo Valerio Battista riduce il numero dei riporti diretti rispetto alla stagione legata all’integrazione di General Cable.
E per quanto riguarda il board?
Abbiamo deciso di cambiare quattro elementi su dieci. I nuovi candidati sono tutti manager internazionali, con esperienze in settori adiacenti o comunque protagonisti di operazione di trasformazione complessa. Tre sono donne. Si tratta dell’olandese Jaska Marianne de Bakker (RoyalFriesland Canina), della tedesca Ines Kolmsee (Aperam) e dell’italiana Annalisa Stupenengo (Cnh Industrial). Tarak Mehta, di Abb, sostituisce infine un manager esecutivo rafforzando il profilo di indipendenza del board. L’obiettivo di questi nuovi innesti è rafforzare la diversity e l’internazionalità del board, nonchè la competenza ed esperienza per supportare il management nel percorso di creazione del valore del gruppo.


