De Nora: 300 milioni per la base produttiva. Focus sulla ricerca
Il gruppo spinge sull’idrogeno verde e punta a sfruttare l’M&A. Da inizio anno titolo in calo in Borsa. Il rischio della frenata economica
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Da una parte sviluppare la capacità produttiva. Dall’altra continuare a spingere la Ricerca e Sviluppo (R&D). Il tutto mantenendo viva l’attenzione riguardo alla leva dell’M&A. Sono tra le priorità delle Industrie De Nora, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici aziendali, a sostegno del business.
Già, il business. Il gruppo, va ricordato, divide l’attività in tre aree. La più recente è quella dell’Energy Transition (10,9% del giro d’affari complessivo al 30/9/2023). Qui sono compresi i prodotti che, attraverso l’elettrolisi, consentono la produzione di idrogeno verde e il suo uso, ad esempio, nelle celle a combustibile. La seconda, segmento storico, è invece l’Electrode technologies (56%). Appannaggio di essa è la produzione di elettrodi, rivestimenti catalitici, eletrolizzatori con diverse applicazioni: dal mercato del cloro-soda all’elettronica fino al mondo minerario. Infine: le Water technologies (33,1% dei ricavi). Cioè: sistemi e soluzioni per il trattamento e sanificazione delle acque potabili e industriali. I mercati finali sono, essenzialmente, le piscine residenziali, le municipalità, le tecnologie marine e l’ambito energetico.
Investimenti sugli impianti
Ebbene: un focus è sull’espansione della capacità produttiva. Nel 2023 sono previsti circa 100 milioni di Capex. Di questi una larga parte è indirizzata all’allargamento degli impianti già esistenti. In particolare gli sforzi sono orientati verso le strutture in Giappone, Cina, Germania e Stati Uniti. Il progetto di ampliamento comprende più esercizi. In generale, tra la fine del 2022 e l’inizio del 2026, l’obiettivo è triplicare la capacità produttiva. Un progetto - considerando il 2023, 2024 e 2025 - che implica un piano d’investimenti capitalizzati intorno ai 300 milioni. Non solo. De Nora vuole realizzare ex novo (cosiddetto green field) una giga factory a Cernusco sul Naviglio. Il progetto, rispetto al quale non è indicato l’investimento, da un lato occuperà circa 25.000 mt2; e, dall’altro, dovrebbe consentire la costruzione di una struttura con una capacità fino a 2GW per la produzione, tra le altre cose, di elettrolizzatori per la generazione di idrogeno verde. Insomma: al di là degli specifici progetti, lo sforzo sulla base produttiva è nei numeri.
L’innovazione
Così come è nei fatti l’impegno nella ricerca. De Nora investe circa il 3% dei ricavi annui nell’R&D. Un valore che, riguardo all’ Energy transition, sale intorno al 14% del fatturato della divisione stessa. In generale il gruppo, ad esempio nell’Electrode technologies, ricerca il maggiore risparmio energetico e la riduzione del contenuto di materiali nobili. Nelle Water technologies, invece, tra i focus c’è la diminuzione dei costi grazie alla standardizzazione. Al di là degli obiettivi generali, l’azienda però sviluppa progetti particolari. Così può ricordarsi lo sforzo sulla tecnologia che permette il riutilizzo dell’idrogeno presente nei prodotti residuali della raffinazione del petrolio (ad esempio il toluene). La volontà è, da una parte, sfruttare delle molecole - quali il metilcicloesano - come mezzo di trasporto dell’idrogeno presente nel toluene; e, dall’altra, convertire il medesimo idrogeno trasportato in applicazioni utilizzabili. Si tratta di un’innovazione già oggetto di progetti pilota e che, nei prossimi esercizi, vedrà la fase di industrializzazione. Più futuribile, invece, l’impegno rispetto alla CO2. Qui la finalità, attraverso l’elettrolisi, è produrre idrogeno. Sia come sia, è chiaro che realtà come De Nora devono impegnarsi nell’innovazione di frontiera, per sviluppare business e fronteggiare la concorrenza.
Le divisioni
Fin qua alcune suggestioni su base industriale e innovazione. Il risparmiatore, tuttavia, è interessato, oltre alla strategia sull’M&A (vedere box sotto i grafici), alle dinamiche delle singole divisioni. Al 30/9/2023 la Electrode technologies, a cambi variabili, è stata contraddistinta da ricavi in leggero rialzo (+0,4%). A valute costanti, invece, l’incremento è del 4,6%. Nel complesso De Nora stima che, a fine dell’esercizio in corso e a cambi costanti, la divisione dovrebbe crescere in linea con il trend dei primi nove mesi dell’anno. Ciò detto, nel mercato finale del cloro-soda, diversi sono i focus. Tra gli altri: la Cina e i servizi nell’aftermarket. Oppure: la conversione della base produttiva negli Usa. Il motivo? Ridurre l’impatto energetico. Rispetto, invece, al mondo dell’elettronica le stime sono per un 2023 che resta debole. La ripresa è attesa nell’anno prossimo. Il settore, infine, della raffinazione elettrolitica dei metalli non ferrosi è previsto rimanere strutturalmente solido.



